Cinque vele, sforzi premiati: sono due i comprensori salentini al top

Il riconoscimento definisce i progressi in servizi, tutela del paesaggio, mobilità e rifiuti. Al top anche l'Alto Salento Ionico. Conferme per le marine di Melendugno e Otranto, cui si aggiunge Vernole

Un tratto della costa di Porto Cesareo.

LECCE – Nell’ambito della guida “Il mare più bello 2019”, realizzata da Legambiente insieme al Touring Club Italiano, il comprensorio dell'Alto Salento Ionico raggiunge l'omologo sull'Adriatico nella conquista delle cinque vele portando la provincia di Lecce al vertice regionale.

Il primo è composto da Gallipoli, Nardò, Porto Cesareo e Racale e si classifica sesto tra gli ambiti a livello nazionale: del secondo, tredicesimo in Italia, fanno parte i litorali di Vernole, Melendugno e Otranto. Rispetto al 2018 ci sono state delle variazioni nelle delimitazioni dei comprensori, che sono dodici in tutta la Puglia. I confini sono stati ricalcati su quelli amministrativi, ma ci sono state modifiche anche tra ambiti della stessa provincia: Racale, ad esempio, è stata spostata in quello dell'Alto Salento Ionico mentre nel 2018 afferiva al basso Salento. In Puglia solo un altro comprensorio ha ottenuto le cinque è vele: è quello Costa del Parco Agrario degli Ulivi Secolari, che comprende Polignano a Mare, Fasano, Monopoli, Ostuni e Carovigno

Il resto dei comprensori salentini ha confermato il posizionamento dello scorso anno: 4 vele per il Basso Salento Adriatico (Castro, Andrano, Diso, Tricase e Santa Cesarea Terme)e 3 vele ovvero Basso Salento Ionico (Salve, Ugento), per il  Capo di Leuca (Patù, Castrignano del Capo, Gagliano del Capo). Il passo in avanti registrato nel complesso dalla penisola salentina, si spiega sin buona parte con la conquista delle 5 vele da parte di Torre Suda (nella foto, sotto), marina di Racale, di Porto Cesareo, che ricadono nello stesso comprensorio di Gallipoli e Nardò, ma anche di Vernole che affianca Melundugno e Otranto nell'Alto Salento Adriatico .

Si tratta di un riconoscimento agli sforzi fatti dalle amministrazioni locali in tema di turismo sostenibile. La graduatoria viene stilata in base all’analisi di molti parametri: dalla qualità delle acque a quella dei servizi alla balneazione, dalla tutela del paesaggio costiero fino alla depurazione dei reflui, dalla mobilità alla gestione dei rifiuti. Il punteggio maturato complessivamente, da zero a cento, viene tradotto in numero di vele.

"Questo straordinario risultato - ha commentato il presidente della Provincia, Stefano Minerva - ci dimostra come la nostra terra sia non solo attrattiva, ma anche competitiva. Abbiamo tanto da fare e questo risultato ci impone di lavorare ancor di più e sempre meglio". 

"La Guida Blu premia il lavoro delle amministrazioni che hanno saputo valorizzare il nostro mare più bello, accanto a paesaggi incantevoli pregni di storia e cultura che rispondono a un turismo esperienziale fatto di scoperte del territorio e sempre meno stanziale. – ha commentato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia –. La Puglia continua ad andare a gonfie vele, terza dopo Sardegna e Sicilia. In questa edizione salgono a tre i comprensori turistici premiati, e a 42 le località costiere raccontate grazie alle new entry di Pulsano e Vernole".

“Sono orgogliosa di questo bellissimo riconoscimento ricevuto da tutti i comuni ricadenti nei comprensori turistici premiati con le 5 vele. – ha detto l’assessore al Turismo della Regione Puglia, Loredana Capone -. Governare una città turistica vuol dire consentire la salvaguardia dell’ambiente per permettere che la bellezza ereditata possa essere mantenuta e migliorata. La Regione accompagna la fatica, il sacrifico e le attività di tutti coloro che si adoperano per questo e mantiene l’impegno nei servizi di accoglienza e di qualità ambientale. Sono orgogliosa del vostro lavoro”.

Molto soddisfatto il sindaco di Porto Cesareo, Salvatore Albano: “L’impegno e il lavoro di squadra premiano il territorio. Basti ricordare che nel 2018, l’Area Marina Protetta di Porto Cesareo è stata premiata dal ministero dell’Ambiente, come la prima in Italia per capacità di attrarre finanziamenti e promuovere e portare avanti progetti di livello quali il ripopolamento ittico, la lotta all’erosione delle coste, l’ecocentro per i rifiuti rivenienti dai fondali marini”.

Il primo cittadino di Otranto, Pierpaolo Cariddi, non si poggia sugli allori e indica la strada da seguire nel prossimo futuro: "Per vivere  appieno le bellezze del nostro territorio bisogna però passare ad una mobilità lenta: è su questo progetto strategico che stiamo lavorando per arrivare nel tempo ad avere una pista ciclabile in sede propria che colleghi la zona degli Alimini a nord (zona dei lidi), fino al borgo marinaro di Porto Badisco a sud (Faro di Palascia, Grotta dei Cervi, Parco). Abbiamo già adottato il nostro biciplan e stiamo presentando progetti specifici che metteranno a sistema, valorizzandole, tutte le bellezze del nostro territorio nel rispetto dei valori ambientali”.

“È un riconoscimento - ha dichiarato Pippi Mellone, sindaco di Nardò - all’intero distretto dell’Arco Jonico Salentino e al buon lavoro corale di questi anni, al mare cristallino della nostra meravigliosa costa, al paradiso naturalistico del parco di Portoselvaggio, alle eccellenze archeologiche. Un riconoscimento alle politiche di tutela e valorizzazione della mia amministrazione e, in particolare, al lavoro dell’assessore all’Ambiente Mino Natalizio. Un premio ambìto che è anche una svolta dal punto di vista turistico”.

Donato Metallo, sindaco di Racale, sottolinea il percorso fatto fino ad oggi dalla sua amministrazione: “In pochi anni ci sono stati diversi passaggi importanti: dall’ingresso nell’associazione dei Comuni Virtuosi all’assegnazione premio Angelo Vassallo e ora sono arrivate le 5 Vele. È il segno della bontà del lavoro svolto. Abbiamo dato una visione al nostro territorio, a volte alla politica manca proprio avere un orizzonte”.

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