Venerdì, 30 Luglio 2021
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Qualità ambientale e dei servizi: due comprensori del litorale si confermano al top

All'Alto Salento Jonico e a quello e all'Alto Salento Adriatico attribuite le Cinque Vele di Legambiente e Touring Club Italiano. Solo le Tremiti allo stesso livello

Nell'insenatura del porto di Otranto.

LECCE - Non riserva particolari sorprese la classifica della guida "Il mare più bello", preparata da Legambiente e Touring Club Italiano sulla base della valutazione di due macro-aree, la qualità ambientale e quella dei servizi offerti. Sono 98 in tutto i comprensori passati in rassegna. L'attribuzione delle Cinque Vele premia l'eccellenza, in una scala decrescente fino a una che corrisponde, comunque a un livello sufficiente.

Si conferma la promozione a pieni voti l'Alto Salento Jonico e l'Alto Salento Adriatico che, insieme alle Isole Tremiti, rappresentano il top in Puglia con un ottimo ranking anche a livello nazionale. "Retrocesso", invece il comprensorio "Costa del Parco Agrario degli ulivi secolari", formato dai territorio di Polignano a Mare, Fasano, Monopoli, Ostuni e Carovigno. La scelta è stata motivata con la politica di autorizzazioni e concessioni per resort di lusso che vanno nella direzione del consumo di suolo, a scapito della tutela del paesaggio.

L'Alto Salento Jonico, che comprende la costa di Nardò a Racale passando per le spiagge di Porto Cesareo e Gallipoli, si è piazzato all'undicesimo posto della graduatoria nazionale. Il secondo, che comprende il litorale da Vernole a Otranto, passando per quello di Melendugno, è risultato dodicesimo. Nella categoria Quattro Vele, conferma per il Basso Salento Adriatico formato da Castro, Andrano, Tricase, Diso, Santa Cesarea Terme e in quella Tre Vele il Basso Salento Jonico, da Salve a Ugento, e il comprensorio Capo di Leuca che fa riferimento Patù, Castrignano del Capo e Gagliano del Capo.

Di seguito le motivazioni, partendo da quelle per l'Alto Salento Jonico: "I Comuni hanno promosso una gestione sostenibile dei rifiuti, la mobilità lenta, politiche di efficientamento energetico e la valorizzazione delle torri costiere. A gennaio 2021 sono state istituite le prime Oasi Blu della Puglia 'Porto Selvaggio – Nardò' e 'Le Secche di Ugento'. L'Oasi Blu consentirà una maggiore tutela e protezione delle risorse marine, attraverso strumenti di gestione quali la regolamentazione delle attività professionali, sportive e ricreative a tutto vantaggio della pesca sostenibile e dell’ambiente. Nell’ultimo anno inoltre sono state condotte delle importanti azioni di bonifica sia a Nardò che Porto Cesareo, come nello specchio acqueo di Torre Squillace, liberando la piccola baia e i fondali dei due Comuni da centinaia di corpi morti illegalmente abbandonati in oltre cinquant’anni di ormeggio abusivo. Rilevante anche il lavoro di tutela ed ingegneria naturalistica promosso dal Comune di Gallipoli per la salvaguardia del sistema dunale, all'interno del Parco Naturale 'Isola di Sant'Andrea e Litorale di Punta Pizzo', attraverso l’utilizzo di palazzate in castagno come struttura di difesa dall’erosione marina e accumulo del trasporto eolico per il rifacimento dunale e la rigenerazione della litoranea sud fino al Canale dei Samari interessata da lavori di riqualificazione dei paesaggi costieri ad alta valenza naturalistica”.

"Nelle iniziative svolte dal Comune di Porto Cesareo - prosegue la menzione - si inserisce la realizzazione di percorsi naturalistici, la valorizzazione delle torri costiere, diventate un vero polo d’attrazione turistica e di tutela ambientale, e l’EcoCentro Blu, un sito di stoccaggio di rifiuti marini ad uso esclusivo dei pescatori. L’Area Marina Protetta di Porto Cesareo è coinvolta nel progetto Open Tourism 2021 grazie all’obiettivo di puntare ad un modello di accoglienza diffuso attraverso una cooperazione tra pubblico e privato, possibile grazie al progetto Interreg Italia-Albania-Montenegro. Racale ha avviato consistenti lavori di riqualificazione urbana lungo tutta la litoranea che unisce le varie marine e consente l’accesso al mare attraverso percorsi ciclopedonali e ha attuato politiche di gestione sostenibile dei rifiuti e di efficientamento energetico sugli edifici comunali".

Per quanto riguarda l'Alto Salento Adriatico, invece, "Vernole, Melendugno e Otranto si confermano anche quest'anno grandi attrattori turistici per le politiche di educazione ambientale e la forte attenzione alla tutela dei beni paesaggistici e culturali del territorio. Contraddistinti da scorci naturalistici e solcati da piste ciclabili, i tanti chilometri di costa attraversano il Parco Naturale delle Cesine, l'Area Archeologica di Roca fino all'Area Marina Protetta, oggi strumento fondamentale per la tutela della biodiversità. Le varie amministrazioni hanno attuato una riqualificazione dei paesaggi costieri e sono attente a una mobilità sostenibile attraverso l'installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici.  Tra gli obiettivi, inoltre, c’è quello importante di spingere verso l’istituzione dell’Area Marina Protetta Capo d’Otranto – Grotte Zinzulusa e Romanelli – Capo di Leuca".

Leggi: le dichiarazioni dei sindaci

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