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Cittadella della salute: aggressioni agli addetti al triage, richiesta vigilanza

La Funzione Pubblica di Cisl ha raccolto il malcontento di alcuni infermieri che si occupano di un servizio fondamentale per l'accesso agli ambulatori

LECCE – Le aggressioni verbali e fisiche cui è sottoposto il personale infermieristico addetto al triage presso la cittadella della salute, a Lecce, non possono essere più tollerate: necessario dunque intervenire con una sorveglianza armata negli orari di apertura degli ambulatori al pubblico.

La denuncia, partita da un gruppo di infermieri, è stata poi fatta propria dalla Funzione pubblica di Cisl che ha informato ufficialmente il direttore amministrativo di Asl Lecce, la cui direzione generale si trova a poche decine di metri dai luoghi indicati nella segnalazione, e il responsabile dello Spesal per l'Area Nord.

Alla base del diffuso malcontento degli operatori sanitari le frequenti discussioni con l'utenza per il mancato rispetto delle indicazioni di prevenzione (come il rifiuto di sottoporsi alla rilevazione della temperatura corporea): episodi di questo genere talvolta degenerano, tanto da richiedere l'intervento delle forze dell'ordine, come accaduto il 27 gennaio scorso.

In assenza dell'adozione di misure adeguate, alcuni lavoratori si sarebbero, negli ultimi giorni, anche rifiutati di effettuare il servizio che è attivo oramai da molti mesi: il triage presso gli ambulatori è ancora più essenziale in tempo di pandemia perché consente una gestione ordinata dei flussi di utenti (considerata la capienza contingentata) oltre a impedire l'ingresso di persone con febbre. Altrimenti evitare affollamenti nei corridoi e nelle sale d’attesa è pressoché impossibile.

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