Sabato, 31 Luglio 2021
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Non è un paese per vecchi, ancor meno per giovani. Il Salento dietro la cartolina

Una nuova indagine de Il Sole 24 Ore prende in esame 12 indicatori per ciascuna di tre fasce di età: fino a 10 anni, tra i 18 e 35 e da 65 in poi. I dati raffigurano un territorio in difficoltà nell'offrire servizi e spazi adeguati, terzultimo per numero di laureati

Una giovane coppia in piazza (foto di reper

LECCE - Non è un paese per vecchi, ma ancor meno per i giovani. Forse, a malapena, lo è per i bambini. È questo il giudizio sintetico per la provincia di Lecce che emerge dall’indagine de Il Sole 24 Ore che misura per il benessere per tre fasce di età: la prima include gli under 10, la seconda i cittadini tra i 18 e i 35 anni, la terza gli over 65.

Ciascuna delle tre classifiche è frutto del combinato disposto di 12 indicatori. Il risultato è che il Salento è al posto numero 61 (su 107) per le condizioni di vivibilità per i bambini; al numero 100 per i giovani e al numero 91 per gli anziani. La consueta classifica di fine anno sulla qualità della vita recepirà, naturalmente, l’apporto di questa nuova indagine: nel 2020 la provincia di Lecce era complessivamente all'83esimo posto. 

Nel complesso emerge la rappresentazione di un territorio che stenta a offrire spazi adeguati e servizi di qualità, che nella dimensione quotidiana mostra tutti quei limiti strutturali che nella prospettiva di chi viene in vacanza passano decisamente in secondo ordine. 

La classifica per i bambini gli indicatori sono: tasso di fecondità (numero medio di figli per donna, 2020), con la provincia di Lecce al 94esimo posto; pediatri (professionisti attivi ogni mille residenti 0-14 anni), con il 36esimo posto; posti disponibili in asili nido (ogni 100 bambini da 0 a 3 anni) con il 70esimo posto; retta media asili nido (incidenza percentuale sul reddito medio dichiarato nel capoluogo 2019/2020) con il 12esimo posto; spazio abitativo (superficie media/componenti medi delle famiglie) con il 20esimo posto; studenti per classe (numero medio nelle scuole pubbliche 2019/2020), con l’86esimo posto; scuole accessibili (senza barriere fisiche, in percentuale sul totale), con il 45esimo posto; edifici scolastici dotati di palestra o piscina (in percentuale sul totale, 2018), con il 41esimo posto; giardini scolastici (metri quadri per bambino 0-14 anni nel comune capoluogo, 2019) con l’86esimo posto; verde attrezzato (metri quadri per bambino 0-14 anni nel comune capoluogo) con il 106esimo posto; indice sport e bambini (scuole dello sport e bambini tra 6 e 14 anni che praticano sport agonistico, 2020), con il 74esimo posto; delitti denunciati a danno di minori (ogni 10mila minori, 2019), con il 44esimo posto.

La classifica per i giovani prende in considerazione i seguenti indicatori: laureati e altri titolo terziari (25-29 anni) con il posto numero 105 per il Salento; tasso di disoccupazione giovanile (in percentuale tra 15 e 19 anni, 2020) con il 24esimo posto; saldo migratorio totale (differenza tra iscritti e cancellati dai registri anagrafici per cambio di residenza, 2020) con il 61esimo posto; imprenditoria giovanile (imprese con titolare under 35, in percentuale sul totale delle imprese al 31 marzo 2021), con il 12esimo posto; canoni medi di locazione (incidenza percentuale per bilocale in semicentro) sul reddito medio dichiarato – canoni a maggio 2021 su reddito 2019 – con il 58esimo posto; gap affitti centro e periferia (bilocale nel comune capoluogo) con il 26esimo posto; quoziente di nuzialità (rapporto tra matrimoni celebrati e ammontare della popolazione) con il 63esimo posto; età media del parto con il 31esimo posto; aree sportive all’aperto (metri quadri per residente 18-35 anni nel comune capoluogo, 2019), con il 93esimo posto; bar e discoteche in rapporto alla popolazione giovanile (ogni 10mila residenti tra 18 e 35 anni), con il 78esimo posto; concerti (numero spettacolo ogni mille giovani tra 18 e 35 anni, 2019), con l’89esimo posto; amministratori comunali con meno di 40 anni in percentuale sul totale, 2019, con il 63esimo posto.

La graduatori della qualità della vita per gli anziani, infine, prende in esame questi indicatori: speranza di vita a 65 anni, con il 14esimo posto; importo medio delle pensioni di vecchiaia con il posto 102; pensioni di basso importo (pensioni integrate al minimo sul totale delle pensioni liquidate) con il nono posto; biblioteche (ogni 10mila residenti con 65 anni e oltre) con il 95esimo posto; orti urbani (metri quadri ogni 100 residenti con 65 anni e oltre nel comune capoluogo), con l’80esimo posto; esposti presentati in materia di inquinamento acustico (dai cittadini per 100mila abitanti), con l’81esimo posto; spesa enti pubblici locali per il trasporto di disabili e anziani, con il 67esimo posto; spesa enti pubblici per l’assistenza domiciliare, con il 22esimo posto; infermieri (ogni 100mila abitanti), con il 74esimo posto; geriatri (ogni 10mila residenti con 65 anni e oltre) con l'82esimo posto; consumo di farmaci per malattie croniche (27esimo posto); malattie per demenze e malattie del sistema nervoso (79esimo posto).

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