Coldiretti contro la burocrazia: "Reimpianto di ulivi solo su 300 ettari"

L'associazione indica in 120mila il numero di piante tolleranti alla xylella messe a dimora nelle campagne del Salento. Indice puntato verso le Commissioni per il paesaggio

Fotografia del 15 settembre, territorio di Vernole.

LECCE – Nel Salento attraversato e devastato dal disseccamento rapido dell’olivo, solo 300 ettari sono stati interessati da reimpianto con varietà tolleranti al batterio della xylella fastidiosa (leccino e favolosa). Circa 120mila giovani piante che rappresentano un possibile punto di ripartenza rispetto allo scenario di una desertificazione o trasformazione del paesaggio agricolo prevalente nel Salento.

C’è un però, che per Coldiretti Puglia rischia di vanificare le possibilità di rilancio. L’associazione di categoria punta l’indice contro la burocrazia: “La situazione – ha dichiarato il presidente, Savino Muraglia - ha assunto toni grotteschi con un eccesso di competenza palesata anche dalle Commissioni Paesaggio che iniziano ad interessarsi anche delle aree libere da vincoli paesaggistici ed entrano nel merito dei coni d’ombra, imponendo sesti d’impianto come se avessero competenze agronomiche. In Salento lo scenario è esplosivo, con i ritardi e i rimpalli di responsabilità a cui gli agricoltori assistono da sei anni. Il ministro Bellanova deve intervenire subito, supportata adeguatamente dalla struttura tecnica, per ridare libertà imprenditoriale alle imprese agricole e consentire agli agricoltori di espiantare e reimpiantare, anche diversificando le colture, per ridare al Salento prospettive e ricchezza, restituendogli il volto bello che sta perdendo”.

Fa eco al suo presidente regionale, il responsabile provinciale, Gianni Cantele: “Non bastavano le aree a vincolo paesaggistico dove, per una interpretazione fantasiosa del Decreto Emergenze, gli agricoltori non possono ancora reimpiantare. Ora le Commissioni Paesaggio si vestono di autorità e di eccesso di competenza anche rispetto ai coni d’ombra, rigettando le domande o obbligando al reimpianto di massimo 400 piante di ulivo, bloccando ancora una volta e per l’ennesima volta la ripartenza del Salento”.

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 “Con il Decreto Emergenze, che non può e non deve in nessun modo essere vanificato da ulteriori ritardi, scaricabarile e timidezze regionali – ha aggiunto Cantele – devono essere superati tutti gli ostacoli della burocrazia che finora ha fatto più danni della malattia.  Ci sono domande di espianto presentate anche 10 mesi fa, a dicembre 2018, le più recenti ad aprile, tutte rispedite al mittente dalla Sovrintendenza di Lecce, perché depositate con procedura semplificata, con la richiesta di ripresentarle con procedura ordinaria”.

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