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Martedì, 18 Giugno 2024
Con il rischio di ricorsi al Tar

La commissione elettorale decide su quattro sezioni: attesa per il verdetto

Nelle schede nulle e contestate Adriana Poli Bortone conta di recuperare i numeri mancanti per la vittoria al primo turno. La posta in palio è molto alta anche perché le liste del Centrodestra avrebbero mancato la soglia del 50 percento dei voti validi

LECCE – Un primo verdetto sull’esito elettorale delle amministrative leccesi si avrà stasera, dopo che si sarà riunita la commissione elettorale del Tribunale (dalle 16, presso il comando di polizia locale). E non è detto che, qualunque sia l’orientamento che il collegio maturerà, non ci sia un successivo contenzioso davanti alla giustizia amministrativa: la posta in palio è, infatti, molto alta.

Alla commissione spetterà pronunciarsi sulle operazioni di quattro sezioni (su 102). Alcune contestazioni da parte dei rappresentanti di lista si sono prolungate fino a notte fonda e così i presidenti di seggio hanno deciso l’invio degli “atti”.

Parteciperanno, a garanzia dei lavori, i rappresentanti degli schieramenti in campo: da un lato i delegati di Adriana Poli Bortone e dell’altra quelli di Carlo Salvemini, sindaco uscente. La candidata del Centrodestra, all’esito dello scrutinio, si è attestata a un passo dalla fatidica soglia del 50 percento più uno (49,03), che le garantirebbe il successo al primo turno con l’assegnazione del premio di maggioranza pari al 60 percento dei seggi (sono 32 in tutto). Il suo interesse a recuperare voti è dunque evidente.

D’altra parte anche Salvemini ha le sue ragioni: nel caso dovesse essere confermato il risultato ufficioso, dunque con rinvio al ballottaggio per la scelta del sindaco, la partita potrebbe essere completamente riaperta dal momento che anche la somma dei voti delle liste del Centrodestra, sempre secondo i calcoli fatti al comitato del sindaco uscente, non avrebbe superato il 50 percento dei voti validi (che vanno intesi, per legge, come la somma di quelli attribuiti ai candidati sindaci e non come somma dei voti dati alle liste). Piccoli, ma oggettivi, dettagli aritmetici che fanno la differenza perché, se così fosse, si andrebbe verso un ballottaggio alla pari (senza pericoli di anatra zoppa). Trattandosi di numeri ridotti ma con un valore enorme, non è affatto da uscludere la successiva impugnazione al Tar dell'una o dell'altra parte.

La sensazione è che i lavori si protraranno a lungo: il presidente della commissione ha convocato presidenti e segretari dei seggi interessati per la verifica di coerenza tra tabelle e verbali conclusivi.

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