menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Commissione tributaria ingolfata, appelli trasferiti a Bari. Ed è polemica

Insorge l'Aiga di Lecce: "Non si risolverà il problema e tutto graverà sugli avvocati e i contribuenti". A monte, atavica carenza di organico

LECCE – Troppo lavoro da smaltire, il contenzioso è interminabile e così il presidente della Commissione tributaria regionale di Puglia ha decretato che gli appelli iscritti nell’anno 2015 e assegnati alle sezioni staccate di Lecce e Taranto siano trasferiti presso la sede di Bari.

La decisione non è affatto scesa giù all’Aiga di Lecce. L’Associazione italiana giovani avvocati, infatti, ritiene che questo provvedimento non risolverà assolutamente la faccenda, dovuta a un’atavica carenza di organici, e non farà altro che ritorcersi contro gli stessi avvocati e i loro clienti. Cioè, chi ne paga le spese di tasca propria.

Troppe le pendenze

Il decreto nasce dal “numero delle pendenze presso le sezioni staccate di Lecce e Taranto, tale da non consentire il corretto ed efficace funzionamento di dette sezioni e della stessa Commissione tributaria regionale nel suo insieme”. Ed è la stessa presidenza a rilevare il fatto che “anche con organico al completo, i giudici delle sezioni staccate non sarebbero mai in grado di fare fronte all'enorme mole di contenzioso pendente su ciascuna sezione”, specificando anche che “l’organico del personale di segreteria presso dette sezioni è limitato e risulta impegnato ai limiti delle proprie possibilità lavorative, sicché presso le sedi di Lecce e Taranto non è più possibile incrementare i ritmi di produttività, già molto elevati”.

L’avvocato Andrea Conte, presidente dell’Aiga di Lecce, non condivide la decisione e le motivazioni all'origine. Anche perché, è talmente vero che la richiesta di trattazione in udienza pubblica sia elevata, che la stessa sede centrale di Bari rischierà di trovarsi con un numero di cause tale da renderne improbabile una trattazione rapida. E, comunque, questa soluzione resta, ad avviso di Conte, onerosa economicamente per i cittadini e logisticamente inattuabile.

A monte vi è anche l'interpellanza del 19 ottobre scorso per la turnazione dei giudici presso le sedi decentrate che non sembra aver sortito effetti. Insomma, per gli associati dell’Aiga, la soluzione del trasferimento sarebbe solo una scontata scappatoia rispetto a problemi d’inefficienza dovuta alle carenze di organico della giustizia ordinaria e di quella tributaria. Tutto alla fine gravante sugli avvocati, soprattutto i più giovani, e i contribuenti.

Gli avvocati insorgono

“Di fatto, si continua a far ricorso alla disponibilità da sempre accordata dall'avvocatura al sistema della giustizia al fine di sopperire al grave stato in cui questo versa”, commenta Conte. “Tuttavia, tale disponibilità dev'essere intesa quale mezzo residuale e assolutamente temporaneo per far fronte a situazioni estreme e contingenti e non quale espediente da adottare sistematicamente al fine di ovviare agli atavici problemi che interessano esclusivamente i soggetti chiamati a dare risposta alle istanze rivolte dagli utenti, cittadini e contribuenti, soprattutto in tema di carenza di organico, problema che ormai da anni interessa tutto il comparto della giustizia nell'indifferenza degli enti preposti a provvedervi”.

La richiesta dell’Aiga di Lecce è allora chiara: rivedere radicalmente la decisione e iniziare a interessarsi in maniera concreta alla risoluzione del problema. “Non è accettabile l'ennesimo sacrificio richiesto all'avvocatura, soprattutto più giovane, e ai diritti dei cittadini salentini”, conclude il presidente Conte.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

LeccePrima è in caricamento