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Foto di rito all'inizio dell'incontro.

Foto di rito all'inizio dell'incontro.

Dai ristori di Tap e Snam agli investimenti: sindaci e governo a confronto

Mario Turco, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha incontrato i rappresentanti dei comuni interessati dalle opere per il gasdotto. Ma c'è un cambio di prospettiva: la partita è ora di area vasta

LECCE - È iniziato in prefettura poco dopo le 12 e si è concluso alle 14.30 l’incontro tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Mario Turco, e i sindaci dei comuni della provincia di Lecce interessati dall’attraversamento del gasdotto Tap e di quello Snam per la connessione con il sistema di distribuzione nazionale.

Hanno partecipato, con il prefetto del capoluogo, Maria Rosa Trio, i sindaci di Lecce, Carlo Salvemini, di Melendugno, Marco Potì, di Surbo, Oronzo Trio, di Lizzanello, Fulvio Pedone, di Castri di Lecce, Andrea De Pascali, di Vernole, Francesco Leo, il capo di gabinetto della Provincia di Lecce, Andrea Romano e Domenico Laforgia in rappresentanza della Regione Puglia. 

L'inizio della riunione, che si è tenuta nella Sala degli specchi in prefettura, ha però chiarito subito ai presenti che il tema delle compensazioni, in realtà, sarebbe stato assorbito nel calderone di un piano di investimenti potenziali molto più ampio, sia dal punto di vista delle risorse disponibili, sia per la vastità della platea dei territori interessati, andando oltre la cerchia dei comuni interessati dalle opere e allargandosi a un ambito di area vasta.

La novità è stata sottolineata, al termine dell'incontro, dal sindaco di Lecce: "Si è ribaltato uno schema di confronto: le istituzioni dialogano col governo che ha dichiarato l'opera di interesse nazionale, ed è il governo che si fa garante di questi investimenti. Quella dei ristori sarà una delle voci di questa partita: noi abbiamo già, nelle sedi proprie, espresso i nostri giudizi, abbiamo deliberato, alcuni di noi hanno deciso di costituirsi parte civile, ma il tema delle compensazioni ambientali non deve essere confuso con quello di eventuali risarcimenti in sede penale".

L'obiettivo del governo, evidentemente, è quello di concentrare tutte le risorse disponibili in questa fase - europee, nazionali, regionali - all'interno di un medesimo piano di confronto, finalizzato a una sorta di Contratto Istituzionale di Sviluppo allargato. Per agevolare il lavoro degli enti locali nella formulazione delle proposte esecutive, la presidenza del Consiglio mette sul tavolo il supporto della sua struttura tecnica di progettazione, Investitalia.

Il video: le dichiarazioni al termine dell'incontro

Dopo due ore e mezzo di confronto, le parti si sono congedate con la fissazione di un iter istruttorio da rispettare per arrivare in tempi ragionevoli alla valutazione dei progetti che i comuni presenteranno: e la raccomandazione è quella di coordinare le proposte in una visione di insieme. I termini della partita sono dunque cambiati e in maniera definitiva. In questo cambio di prospettiva, anche  il primo cittadino di Melendugno, Marco Potì, che ha sempre respinto al mittente la possibilità di ristori economici, ha dichiarato la sua disponibilità a discutere con il governo di un piano di investimenti per quella che ha chiamato la "vertenza Salento", ribadendo al contempo di ritenere questa iniziativa del tutto svincolata dalla questione delle compensazioni, che per lui rimane irricevibile: "Fino a che saranno fondi governativi, noi ci sediamo al tavolo e di proposte ne abbia a iosa - ha commentato -, ma teniamo fuori sia Tap sia Snam, sia Ilva sia Enel che sono la causa dei nostri mali e non la risoluzione degli stessi". 

Il territorio che Potì amministra è, come noto, quello maggiormente interessato dall'opera, con il punto di approdo a San Basilio, con la valvola di intercettazione, e il terminale di ricezione in località Masseria del Capitano. Proprio la localizzazione di quest'ultima struttura, a ridosso del territorio di Calimera, ha fatto infuriare il sindaco del comune della Grecìa Salentina, Gianluca Tommasi. "Il terminale di consegna del gasdotto (Prt) di Tap a Masseria del Capitano, è al centro del triangolo Calimera, Melendugno, Vernole. Fattori ambientali, come i venti predominanti provenienti da nord-est e la distanza, meno di due chilomteri, fanno di Calimera il centro più penalizzato dalle emissioni in atmosfera dell'impianto. Sempre Calimera, è uno dei centri abitati che ha visto distrutti pezzi di storia da opere collegate a Tap, nello specifico il tratto di via Francigena che porta a Masseria San Biagio. Come amministrazione comunale siamo curiosi di capire quale criterio abbia seguito il sottosegretario Mario Turco per arrivare ad escludere Calimera, il centro più penalizzato dal Prt di Tap, da questo confronto".

Anche da questo punto di vista, il messaggio partito dal governo con l'incontro odierno dovrebbe smussare le polemiche: il piano di investimenti che si vuole costruire riguarderà, come detto, una fetta allargata del territorio salentino. Tocca ora ai comuni fare sintesi e squadra per intercettare, con la qualità delle proposte, la maggiore quantità di risorse possibili. Certo, il rischio che questo orizzonte di buone intenzioni sia troppo vasto per essere concreto è avvertito, come ha detto Salvemini: "Toccherà alla struttura di coordinamento mettere tutto a sistema. Quello che è importante sottolineare è l'aver messo a disposizione degli enti locali Investitalia come supporto alla progettazione preliminare ed esecutiva che è la chiave strategica per potersi garantire risorse importanti, quando arriveranno: lì è la partita vera perché spesso ci si trova impreparati non disponendo del know-how necessario all'interno dei propri uffici. Questo è un passo  in avanti molto importante".

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