“No 5G” anche per Comuni dell’Unione ionico salentina. Il "plauso“ dei parlamentari

Con Taviano, Alliste, Melissano e Matino sale a 21 il numero degli enti che vietano le antenne, sulla scorta di un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità

Foto di repetorio.

LECCE – Anche la cittadina di Taviano e l’intera Unione dei Comuni ionica salentina dicono di no al 5G, facendo riferimento agli studi dell’Organizzazione mondiale della Sanità: “tuteliamo la salute e l’ambiente”. Sale dunque a 21 il numero degli enti locali che hanno già vietato sperimentazioni con antenne e ripetitori della nuova tecnologia. E intanto anche i parlamentari Veronica Giannone, Saverio De Bonis e Sara Cunial esprimono “stima per i sindaci che fermano la sperimentazione: i cittadini italiani non sono cavie”.

Assieme alla Città dei Fiori, hanno detto “no” all’installazione di nuovi ripetitori anche Melissano, Alliste e Matino. L’Unione dei comuni, presieduta dal primo cittadino tavianese, Giuseppe Tanisi, si è infatti unita alla lista delle amministrazioni del Tacco che, già nei giorni scorsi, hanno preferito affidarsi al “principio di precauzione”, previsto dalla Comunità europea, e non esporre i propri cittadini e l’ecosistema alle radiofrequenze ritenute pericolose per la salute da buona parte della comunità medica.

“Tra le altre cose, la giunta si rifà soprattutto ad un rapporto dell' Organizzazione mondiale della Sanità del 2005, in seguito ad un convegno tenutosi a Praga, in cui già venivano evidenziati gli effetti patologici delle onde elettromagnetiche soprattutto su quei cittadini che vivono in prossimità di quegli impianti, e pertanto anche per tecnologie comunicative di quinta generazione è necessaria, secondo l'Unione, una fase preliminare di sperimentazione e di una verifica di dati certi in tal senso, tanto più che anche un documento del 2019 del comitato scientifico dell' Unione Europea lascia aperta la porta a conseguenze biologiche per quanto riguarda tali tecnologie. L'atto deliberato ieri dall' Unione Ionica Salentina inoltre, vincolante per ciascun comune membro, sarà inviato presso il ministero della salute come richiesta di dati scientifici più rigorosi”, hanno scritto in una nota le nuove amministrazioni  contrarie al 5G.

“No “ anche dai deputati e da un senatore del gruppo misto

“Un plauso a tutti quei sindaci italiani che stanno anteponendo la salute dei cittadini a quella dei mercati, bloccando con ordinanze e delibere la sperimentazione 5G sul proprio territorio. Un segnale forte, di grande coerenza nei confronti del proprio ruolo di primo responsabile della salute pubblica e di profondo rispetto nei confronti della cittadinanza”, affermano i parlamentari del Gruppo Misto Veronica Giannone, Sara Cunial e Saverio De Bonis.

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“Le evidenze già ora ci sono – spiegano i parlamentari – autorevoli scienziati nazionali e internazionali hanno esposto i gravi rischi a cui si va incontro con l’irradiazione permanente e ubiquitaria a radiofrequenze a onde millimetriche che si sta adottando. Olle Johansson, neuroscienziato del Karolinska Institute (che assegna il premio Nobel per la fisiologia e la medicina) ha affermato che la prova del danno causato dai campi elettromagnetici a radiofrequenza «è schiacciante», e come lui tanti altri – proseguono – nomi illustri come Joel Moskowitz, Magda Havas, Thomas Cowan, Martin Pall, Francesco Oliviero, Annie J. Sasco, Mark Arazi, Agostino Di Ciaula, si stanno occupando delle criticità legate al 5G. Tra questi anche Fiorella Belpoggi, direttrice del Centro per la Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni dell’Istituto Ramazzini, che da tempo denuncia i rischi di un utilizzo massiccio e diffuso di queste radiofrequenze e che recentemente è stata convocata dal Panel per il futuro della scienza e della tecnologia (Stoa) del Parlamento europeo che sta lavorando sugli impatti ambientali e sanitari del 5G – spiegano –. Non dimentichiamo, infine, anche la sentenza del 3/12/2019 del giudice Mancuso che ha ribadito nuovamente l’esistenza di un ‘nesso di causa tra esposizione a telefoni mobili e neurinoma acustico’. Una sentenza storica che ha sottolineato anche la necessità di prendere in considerazione studi indipendenti sulla questione. Si dovrebbe quindi vergognare chi, brandendo il vessillo di una scienza in odor di conflitto d’interessi, continua a ripetere il mantra del ‘non ci sono rischi’ – continuano i parlamentari – la storia è piena di casi in cui si è anteposto la salute dei mercati a scapito di quella degli esseri viventi. Amianto, Pvc, Pfas, nicotina, Ddt, glifosato, oggi veri e propri crimini contro l’umanità, un tempo emblema di quel progresso avallato da una scienza irresponsabile e venduta. Da mesi ormai il governo italiano e i principali esponenti di tutti i partiti politici non fanno che ricordare ai cittadini quanto la tutela della salute sia una priorità. È tempo quindi che lo stesso governo, proprio in nome della salute del popolo italiano e del Principio di Precauzione, interrompa la sperimentazione in atto sul fronte 5G e supporti tutti quei sindaci che, con lungimiranza e responsabilità, lo hanno già fatto”.

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