rotate-mobile
Giovedì, 27 Gennaio 2022
Attualità

Concessioni ai lidi, Consiglio di Stato sentenzia: “Proroga solo sino al 2023, poi le gare”

Il responso dell’adunanza plenaria del 20 ottobre scorso blocca il rinnovo pluriennale delle concessioni demaniali sino al 2033. Dal 2024 il settore sarà comunque aperto alle regole della concorrenza come stabilito dall’Ue. Salvemini: “Sentenza storica che legittima le nostre scelte ”

ROMA - Dopo l’adunanza plenaria del 20 ottobre scorso arriva il responso del Consiglio di Stato:  la proroga delle concessioni balneari si dovrà concedere, ma solo fino al dicembre 2023. Dal giorno successivo si dovrà concorrere alla relativa gara per le nuove assegnazioni come paventato dalle norme dell’Unione Europea. Il tutto, scrivono i giudici amministrativi, “al fine di evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni in essere”.

In discussione erano finiti due ricorsi, uno dei quali del Comune di Lecce, contro la sentenza del Tar che di fatto ha legittimato la proroga da parte delle concessioni in essere sino al 2033 come auspicato dai balneari. L'udienza dell'adunanza plenaria del Consiglio di Stato verteva proprio sul tema della doverosità, o meno, della disapplicazione, da parte dei funzionari amministrativi e degli enti territoriali, delle leggi statali o regionali che prevedano proroghe automatiche e generalizzate.

Il nuovo pronunciamento giurisprudenziale si allinea con la decisione pionieristica che aveva adottato in prima battuta proprio il Comune di Lecce intenzionato a concedere delle proroghe "tecniche" delle concessioni, in scadenza lo scorso anno, per un solo triennio. L’orientamento poi del Tar aveva ancora una volta rimesso in discussione i paletti per il rinnovo automatico delle concessioni “legittimando” la proroga sino al 2033 già adottata da molti comuni costieri.

Ora con le sentenze numero 17 e 18, pubblicate oggi, l'adunanza plenaria del Consiglio di Stato, rimarcando “l'eccezionale capacità attrattiva del patrimonio costiero nazionale”, ha affermato che la perdurante assenza, nonostante i ripetuti annunci di un intervento legislativo di riforma, mai però attuato, di un'organica disciplina nazionale delle concessioni demaniali marittime, genera una situazione di grave contrarietà con le regole a tutela della concorrenza imposte dal diritto dell'Unione Europea., perché consente proroghe automatiche e generalizzate delle attuali concessioni (l'ultima, peraltro, della durata, sino al 31 dicembre 2033), così impedendo a chiunque voglia entrare nel settore di farlo.

Secondo il Consiglio di Stato - si legge in un comunicato - il confronto concorrenziale, oltre ad essere imposto dal diritto Ue, “è estremamente prezioso per garantire ai cittadini una gestione del patrimonio nazionale costiero e una correlata offerta di servizi pubblici più efficiente e di migliore qualità e sicurezza, potendo contribuire in misura significativa alla crescita economica e, soprattutto, alla ripresa degli investimenti di cui il Paese necessita”.

I concessionari attuali potranno comunque partecipare alle gare che dovranno essere bandite dopo la scadenza da fissare nel 2023. Per consentire alle pubbliche amministrazioni di “intraprendere sin d'ora le operazioni funzionali all'indizione di procedure di gara” e per “consentire a Governo e Parlamento di approvare doverosamente una normativa che possa finalmente disciplinare, in conformità con l'ordinamento comunitario, il rilascio delle concessioni demaniali, nonché per evitare l'impatto sociale ed economico della decisione”, le attuali concessioni potranno continuare fino al 31 dicembre 2023.

Dal giorno successivo, tuttavia, non ci sarà alcuna possibilità di proroga ulteriore, neanche per via legislativa, e il settore sarà comunque aperto alle regole della concorrenza. Scaduto tale termine, quindi, “tutte le concessioni demaniali dovranno considerarsi prive di effetto, indipendentemente se via sia, o meno, un soggetto subentrante nella concessione”.

Salvemini: “Sentenza storica e che ci ripaga”

“L’adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha emesso nella giornata di oggi una sentenza storica, stabilendo il 31 dicembre 2023 come termine per la decadenza delle concessioni demaniali marittime in essere” commenta il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, “scaduto tale termine – scrivono i giudici – tutte le concessioni demaniali in essere dovranno considerarsi prive di effetto, indipendentemente da se vi sia, o meno, un soggetto subentrante nella concessione”.

“Si precisa sin da ora che eventuali proroghe legislative del termine così individuato, al pari di ogni altra disciplina comunque diretta ad eludere gli obblighi comunitari, dovranno naturalmente considerarsi in contrasto con il diritto dell'Unione e, pertanto, immediatamente non applicabili ad opera non solo del giudice, ma di qualsiasi organo amministrativo, doverosamente legittimato a considerare, da quel momento tamquam non esset, - come se non ci fossero - le concessioni in essere”.

“È una sentenza di portata storica” dice Salvemini, “che rende giustizia non tanto alla nostra piccola amministrazione che in questi anni, tra molte ostilità, si è fatta carico di proporre soluzioni e possibili vie d’uscita su un tema di così enorme portata. Ma a tutti i cittadini italiani, che sono i legittimi proprietari delle spiagge e devono poter avere il diritto, tutti: vecchi concessionari, giovani outsider, imprese, associazioni, di poter concorrere in maniera trasparente per la gestione e la valorizzazione di questo patrimonio”.

“La nostra soddisfazione, come Comune di Lecce” aggiunge il primo cittadino, “sta nell’aver saputo percorrere strade che la sentenza dell’adunanza plenaria ha pienamente legittimato: la disapplicazione della norma 145/2018 che prorogava le concessioni al 2033 in spregio alla legislazione europea e alla libera concorrenza, la proposta di una proroga tecnica di tre anni, per dare il tempo a Governo e Parlamento di procedere al riordino del settore, al Comune di predisporsi alle gare e ai concessionari di poter affrontare la scadenza con il dovuto preavviso”.

“Abbiamo agito bene, in piena legittimità, nell’interesse del bene comune” conclude Salvemini, “facendo ciò che per lunghi anni, e ancora oggi, a livelli politico istituzionali più alti del nostro non si è riusciti o non si è voluto fare. Le spiagge sono beni comuni, da amministrare nell’interesse dei cittadini, tutti. Questa sentenza storica apre uno scenario del tutto nuovo, spianando la strada alla riforma del settore che spetta al governo di Mario Draghi. È un bel giorno, che ripaga degli attacchi, delle indifferenze ostentate, dello scetticismo nei confronti di chi come noi agisce solo e soltanto facendosi forza della legge e di una ferma determinazione a tutelare l’interesse pubblico e non quello di pochi”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Concessioni ai lidi, Consiglio di Stato sentenzia: “Proroga solo sino al 2023, poi le gare”

LeccePrima è in caricamento