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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Nuova sentenza

Concessioni balneari, il Consiglio di Stato ribadisce: “Gare di evidenza pubblica”

La settima sezione, confermando tutti i principi già sanciti nel 2021 dall'Adunanza plenaria, ha nuovamente legittimato la posizione adottata dal Comune di Lecce che si è opposto alle proroghe automatiche che sono in conflitto con le regole comunitarie

LECCE – La proroga delle concessioni balneari in automatico viola i principi di diritto dell’Unione europea: è di fatto quanto ribadisce con la propria decisione la settima sezione del Consiglio di Stato, che ha accolto pienamente l’appello del Comune di Lecce legittimandone la posizione.

Nella sostanza, dunque, risolvendo a favore dell’ente il contenzioso con un singolo concessionario di quelli richiedenti la proroga al 2033, viene ribadito quanto già espresso con chiarezza nella storica sentenza, emessa in adunanza plenaria dallo stesso Consiglio di Stato, ovvero l’incompatibilità delle proroghe automatiche con le regole comunitarie. Principio peraltro ribadito dalla Corte di Giustizia Europea con propria risposta ai quesiti che il Tar Puglia, sede di Lecce, aveva posto con una domanda di pronuncia pregiudiziale, nel maggio del 2022.

I balneari, in tutta risposta, avevano chiamato in causa la corte di Cassazione, obiettando la violazione di alcuni principi procedurali, con i giudici della suprema corte che, a loro volta, avevano accolto le eccezioni rimandando la questione al Consiglio di Stato: l’organo giuridico si è espresso nuovamente nel merito con questo pronunciamento confermando le ragioni già emerse con la propria precedente giurisprudenza.

Una posizione che ribalta l’approccio del Tar di Lecce, che, invece, aveva sostenuto una visione autonoma e minoritaria, nell’idea che la direttiva Bolkestein non fosse direttamente applicabile all’ordinamento italiano, e in qualche modo “ispirata” dai ricorsi dei concessionari contro il diniego dell’amministrazione di firmare gli atti di proroga automatica.

Il Comune di Lecce, che aveva inteso disapplicare le proroghe automatiche perché convinto della loro contrarietà al diritto europeo, aveva scelto la via del Consiglio di Stato: una prima volta, ottenendo il riconoscimento pieno delle proprie ragioni, e, nel secondo caso, dopo l’intervento della Cassazione, riproponendo la propria istanza di ricorso contro il verdetto di primo grado, anche con la finalità di dare certezza a un tema che, tra proroghe, ricorsi e polemiche,  è divenuto uno dei paradossi dell’incapacità della politica di avere una posizione chiara.

In attesa del pronunciamento, l’amministrazione comunale non era stata a guardare ma aveva adottato, a dicembre scorso, una delibera di proroga tecnica per mettere al sicuro i concessionari balneari per la stagione in corso. Tutte iniziative su cui i diretti interessati non avevano mostrato particolare gradimento, leggendo ogni azione come una crociata contro il settore: con l’ennesimo pronunciamento a loro sfavore, si mette probabilmente la parola fine a un dibattito lungo e particolarmente acceso.

Il commento degli avvocati

Esprimono grande soddisfazione gli avvocati Silvestro Lazzari e Laura Astuto che rappresentano il Comune di Lecce nella vicenda per la decisione del Consiglio di Stato, che “ha definito il contenzioso tra il Comune di Lecce ed uno dei concessionari richiedenti la proroga al 2033 nel giudizio che ha interessato prima l’Adunanza Plenaria dello stesso Consiglio di Stato e poi le sezioni unite della Cassazione”: “Il massimo organo della giustizia amministrativa – dichiarano - ha accolto pienamente la tesi difensiva che abbiamo sostenuto nel giudizio fin dal primo grado, ed ha evidenziato la correttezza e la legittimità dell’operato del Comune di Lecce, ritenuto esente da qualsivoglia censura”.

“Il Consiglio di Stato – aggiungono - ha analizzato punto per punto tutte le censure e le tesi difensive del concessionario interessato e di tutti i soggetti intervenuti (varie associazioni dei balneari, singoli operatori del settore, la Regione Abruzzo), respingendole nel merito. La decisione inoltre ha sottolineato anche la correttezza e la piena conformità al diritto vigente dell’atto di indirizzo deliberato dalla giunta a dicembre scorso, disponente la proroga tecnica delle concessioni demaniali fino a dicembre 2024 e l’avvio delle procedure di gara per la riassegnazione delle stesse, anche in assenza di una specifica disciplina legislativa sulla concorrenza”.

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