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Concorso vigili, nessuna ipotesi di abuso per la commissione. Inchiesta in archivio

Nessuna condotta irregolare per i componenti della commissione Giancarlo Ria, Luisa Tunno e Antonio Arnò. Chiusa la vicenda legata al bando del 2018 per l’assunzione di dieci agenti della polizia locale

GALLIPOLI - Chiusa definitivamente la vicenda legata al bando e alla graduatoria del 2018 per l’assunzione di dieci agenti della polizia locale in quel di Gallipoli che dopo l’esposto di cinque candidati idonei, ma non assunti, aveva acceso il faro della procura. Respinta la richiesta di opposizione il procedimento può andare ora in archivio. Nessuna irregolarità o condotta che poteva far emergere l’ipotesi di abuso nelle valutazioni e nella definizione della graduatoria per il concorso dei vigili urbani è emersa a seguito degli sviluppi dell’inchiesta.

Con un provvedimento emesso il 20 gennaio scorso, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lecce, Sergio Mario Tosi, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale avviato nel 2018 a seguito di alcuni esposti che denunciavano presunte condotte di abuso d’ufficio commesse in occasione della definizione della graduatoria del concorso pubblico per esami per la copertura di dieci posti, a tempo indeterminato e parziale, a 18 ore settimanali, di agente di polizia locale, indetto dal Comune di Gallipoli nell’aprile del 2017.

Si trattava del bando per le nuove assunzioni relative al concorso a tempo indeterminato e parziale che era stato poi temporaneamente bloccato da una serie di esposti, che hanno acceso il faro della procura da un lato (con indagine al seguito e sequestro degli atti da parte della sezione giudiziaria della Guardia di Finanza), e che dall’altro aveva avviato anche un doppio ricorso alla giustizia amministrativa su iniziativa dei candidati idonei, ma esclusi dalla graduatoria degli assunti.

Nell’inchiesta penale risultavano indagati Giancarlo Ria, all’epoca dei fatti segretario comunale a Palazzo Balsamo, Luisa Tunno, dirigente del settore della polizia municipale di Taviano, e Antonio Arnò, attuale dirigente del servizio Tutela e valorizzazione ambientale della Provincia di Lecce, all’epoca comandante del corpo della polizia provinciale. Ricoprivano nell’ordine il ruolo di presidente e di componenti della commissione di concorso, e tutti sono stati difesi dall’avvocato Paola Ria.

Nell’ambito degli accertamenti e degli sviluppi dell’inchiesta la procura (titolare del fascicolo il pubblico ministero Roberta Licci), non ravvisando condotte illecite, al termine dell’indagine, aveva avanzato la richiesta di archiviazione, non ritenendo che vi fossero elementi a fondare le accuse dei cinque candidati che avevano formulato l’esposto-denuncia. Alcuni dei querelanti, tramite il proprio legale, Giampiero Tramacere, avevano quindi presentato opposizione alla richiesta di archiviazione.

E ora a seguito dell’udienza camerale fissata il 12 gennaio scorso per la discussione, in cui le parti insistevano nelle loro richieste, il gip Tosi, facendo proprie anche le argomentazioni svolte dalla difesa degli indagati circa la totale infondatezza delle accuse loro rivolte sulle presunte violazioni “di equità e trasparenza”, e la piena “conformità delle condotte contestate alla legge e ai principi di imparzialità e buona amministrazione”, e ritenendo quindi che nel lavoro svolto dai componenti dalla commissione non vi fossero affatto profili di irregolarità, ha deciso di rigettare la richiesta di opposizione disponendo quindi l’archiviazione del procedimento.

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