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Lunedì, 27 Giugno 2022
Amarezza per l'opportunità sfumata del Cis

Confronto urgente sul Polo Pediatrico. Palese rassicura: “Ci vuole tempo, ma si farà”

Questa mattina l’incontro richiesto a gran voce alla Regione da Tria Corda e le associazioni della rete SoloxLoro che spinge per la nascita del nuovo policlinico. Rassicurazioni della politica. Risorse per 30 milioni da attingere dal Fondo di coesione e sviluppo

LECCE – La spinta propulsiva degli enti e delle associazioni che sostengono l’iniziativa per l’istituzione del Polo Pediatrico del Salento continua ad incamerare segnali incoraggianti per l’attuazione del progetto. I tempi di esecuzione per la nascita del nuovo policlinico  non sono certo rapidi, ma le risorse ci sono (si parla di circa 30 milioni di euro), almeno secondo quanto, proprio oggi, ha esplicitato l’assessore regionale alla Sanità, Rocco Palese nell’ambito del confronto tra le associazioni e le istituzioni territoriali.   

Il Polo Pediatrico dunque si farà e potrà contare sul supporto finanziario riveniente dal Fondo di Coesione e Sviluppo, ma occorre, come detto, ancora tempo per la realizzazione definitiva. E’ questo, in buna sostanza, il messaggio lanciato dallo stesso assessore Rocco Palese in occasione dell’incontro “urgente” chiesto a gran voce con una lettera inviata nei giorni scorsi da Antonio Aguglia, presidente di Tria Corda, a nome delle 14 associazioni che fanno parte della rete sociale SoloXLoro, al presidente della Regione, Michele Emiliano.

“Abbiamo trovato gli spazi e sappiamo dove dovrà essere localizzato il futuro Polo pediatrico del Salento grazie al trasferimento al Dea di alcuni reparti del Fazzi. E’ questo un primo risultato importante” ha affermato Palese, “dal punto di vista infrastrutturale e soprattutto tecnologico c’è un progetto di fattibilità che è già stato esaminato dagli uffici regionali. E’ un punto di partenza che ci consente di stabilire l’esatto dimensionamento e la relativa procedura”.

Incontro Polo pediatrico-2

Il nodo delle risorse economiche

Sul tappeto resta quindi il nodo delle risorse: per far nascere il Polo pediatrico del Salento occorrono circa trentamilioni di euro. Ma anche su questo versante arrivano segnali incoraggianti. “Dal bilancio autonomo della Regione non possiamo attingere alcun fondo, non ci sono le condizioni” ha avvertito l’assessore Palese, il quale ha poi aperto una polemica a distanza. “C’era stata una grossa opportunità, quella legata al Cis, il Contratto istituzionale di sviluppo, ma è sfumata perché c’è stato a livello centrale chi si è assunta la responsabilità di ritenere più importante destinare gli stessi fondi alle coste”. 

La strada da battere ora è quella del Fondo di Coesione e Sviluppo. “Entro il 2022 potremmo attivare il relativo impegno di spesa” conferma Palese, nel frattempo stiamo verificando la possibilità di individuare altre risorse dagli interventi che sono stati eseguiti al Fazzi, per cercare di recuperare economie di diversa natura”.

Le aspettative di Tria Corda

Moderatamente soddisfatto anche il presidente di Tria Corda, Antonio Aguglia “Ho apprezzato l’intervento dell’assessore Palese, in particolare per la sua schiettezza” dice, “Purtroppo resta amarezza per il fatto che sul Polo non ci sia stato fino a questo momento un reale gioco di squadra tra associazioni, direzione generale, medici, personale infermieristico e, soprattutto politici e istituzioni. Se ci fosse stata una levata di scudi da parte di tutto il territorio salentino sicuramente il progetto del Polo non sarebbe stato sfilato dal Cis”.

Nell’immediato le associazioni della rete sociale SoloXLoro provano a guardare avanti: “Ci aspettiamo che entro venti giorni vengano individuati i fondi disponibili, ex articolo 20, ammesso che ci siano e venga affidato subito il progetto esecutivo, così come chiediamo che siano realizzati i posti di terapia intensiva e pronto soccorso pediatrico”.

Il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini ha invece lanciato l’idea di un “patto fiduciario” tra gli attori in campo “per traguardare assieme obiettivi strategici”, come la nascita del Polo pediatrico del Salento.

Le richieste dei medici

Il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Lecce, Donato De Giorgi ha sottolineato anche un altro aspetto. “Sarà fondamentale attuare scelte non solo di infrastrutturazione tecnologica, ma anche e soprattutto capaci di mettere al centro le persone, le tante professionalità che si sono poste al servizio delle innumerevoli domande del bambino e dei loro familiari” ha spiegato, “solo se verranno rimarcati questi aspetti, offrendo loro delle prospettive, potremmo ambire ad avere un’accoglienza e una mentalità diverse, dando risposte reali alla sanità territoriale”.

Massima preoccupazione sui ritardi dell’applicazione del protocollo d’intesa firmato dal presidente della Regione, Michele Emiliano, il 2 settembre 2020, è stata espressa dalla dottoressa Assunta Tornesello, primario del reparto di Oncologia dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. “Ritardi che condannano la popolazione pediatrica salentina a sostanziali diseguaglianze col resto della popolazione pediatrica pugliese e italiana in termini di tutela della salute” la lamentato la dottoressa. Di qui l’ennesima richiesta al presidente della Regione e all'assessore della Sanità a dare “immediato e ampio mandato al direttore generale e al direttore del dipartimento Pediatrico per una riorganizzazione della rete pediatrica territoriale con un crono programma scandito da tempi certi”. 

Il futuro Policlinico del Salento “dovrà dialogare costantemente con il Giovanni XXIII, ospedale pediatrico di riferimento della Regione in un sistema bidirezionale di scambio di informazioni e terapie con l’obiettivo di far spostare sempre meno le famiglie e i bambini”, ha sottolineato ancora Aguglia. Perché l’obiettivo primario è proprio quello di ridurre al minimo i viaggi della speranza, gettando le basi per la cura dei piccoli pazienti nelle strutture sanitarie territoriali.

  

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