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Consumo di suolo, triste primato: sette dei primi dieci comuni sono del Salento

Nel rapporto Ispra relativo al 2018 si conferma un trend ancora troppo invasivo. Nell'ultimo anno a Nardò "divorati" più ettari che a Lecce

LECCE – In provincia di Lecce il consumo di suolo prosegue a livelli preoccupanti. Lo dice il rapporto dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale contenente i dati relativi al 2018: Il capoluogo salentino non è tra realtà peggiori della regione, ma segnali allarmanti arrivano dal resto del territorio per una valutazione complessivamente negativa.

Nella provincia leccese la superficie di suolo consumata (cioè ricoperta in maniera artificiale) è giunta in valori assoluti a 40mila 232 ettari, il 14,58 percento del totale con 135 ettari consumati nel 2018: di questi 11 sono nella città di Lecce, 15 a Nardò.

Ci sono sette comuni del Salento nella poco gratificante parte alta della classifica per quanto riguarda la percentuale di suolo consumato rispetto al proprio territorio amministrativo: Aradeo è al terzo posto col 28,27 percento, Sogliano Cavour, Castro, San Cesario di Lecce, Racale, Melissano e Melpignano occupano le posizioni dalla quinta alla decima. Seclì, Poggiardo e Calimera sono invece sul non invidiabile podio per quanto concerne la densità di consumo di suolo (metri quadrati rispetto all’area totale) con Sogliano Cavour e Galatone all’ottava e nona piazza.

Qui i dati completi

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