“Gli orologi del diavolo”, conto alla rovescia. Salento location della fiction

Dal 2 novembre in onda le quattro puntate girate tra il litorale neretino e il capoluogo con Beppe Fiorello e Claudia Pandolfi. Nardò già set anche per “Scuola di mafia”

Le riprese a Porto Selvaggio della nuova fiction "Gli orologi del diavolo"

NARDO’ - Ad  un anno di distanza dalle riprese effettuate tra il mare e l’entroterra di Nardò arriverà a breve sul piccolo schermo la serie “Gli orologi del diavolo”. La fiction andrà in onda su Rai1, a partire da lunedì 2 novembre. Si tratta di quattro puntate girate tra il Salento, tra Santa Maria al Bagno, Santa Caterina e Portoselvaggio, e anche a  Lecce, realizzate in collaborazione con Apulia Film Commission e frutto di una co-produzione italo-spagnola per la regia di Alessandro Angelini.

Una serie che è tratta dall’omonimo libro, edito nel 2015 da Gianfranco Franciosi con Federico Ruffo, ispirata a fatti realmente accaduti, e che vede protagonisti, tra gli altri, Beppe Fiorello, Claudia Pandolfi e Nicole Grimaudo. Peraltro, a partire dal 27 ottobre sarà disponibile una nuova edizione del libro (edito da Rizzoli), che racconta la storia sconvolgente di un infiltrato che ha messo in gioco la sua vita ed è stato tradito dallo Stato. È stato proprio il giornalista Federico Ruffo a raccontare per primo la storia di Gianfranco Franciosi in una sua inchiesta a Presadiretta su Rai3, scrivendo poi il libro a quattro mani con lo stesso protagonista.

“Siamo molto contenti di vedere nuovamente in tv la nostra Nardò” commenta l’assessore alla Cultura, Ettore Tollemeto, “città che negli ultimi anni è diventata il set di lavori importanti, da Cops a La vita promessa, da Fratelli Caputo a Scuola di mafia, da Liberi sognatori al pluripremiato cortometraggio U’ muschittieri. Una città la nostra su cui c’è un’attenzione molto alta da parte delle produzioni cinematografiche e televisive. Attenzione che è visibilità, ma che può diventare anche investimenti nel comparto culturale e cinematografico”.

“La vetrina offerta dal cinema e dalla tv” aggiunge l’assessore al Turismo e allo Sviluppo economico, Giulia Puglia, “aiuta a veicolare l’immagine della città. Ma sappiamo benissimo che c’è anche una leva economica molto più immediata, che è la presenza del set, una occasione per le strutture dedite all’ospitalità, alla ristorazione e ai servizi. È innegabile che tutto questo rappresenta un filone prezioso da continuare a tenere in grandissima considerazione”.

La trama della fiction

Nel 2005 Gianfranco Franciosi, per tutti Gianni, ha venticinque anni e fa il meccanico navale a Bocca di Magra, in Liguria. Un giorno riceve una strana visita: due clienti offrono un anticipo da cinquantamila euro in contanti per un gommone velocissimo, con doppio fondo ed equipaggiato con radar e Gps. Gianni si insospettisce, va alla polizia e accetta di aiutare gli investigatori a capirci di più, ma scivola in un gioco più grande di lui e, con il passare dei mesi, diventa un agente infiltrato a tutti gli effetti.

Inizia così la sua seconda vita: quattro anni di viaggi in Sudamerica per trasportare enormi quantità di cocaina, di festini con i narcos e di riunioni con la polizia, quattro anni di paura. Diventa fratello acquisito del boss spagnolo Aurelio e perde tutto: l’amore, la famiglia, il lavoro. Persino la libertà perché finisce in carcere per un anno a Marsiglia. Quando finalmente la polizia conclude il più grande sequestro di droga mai avvenuto in Europa, Gianni è pronto a riprendersi la sua vita, ma Aurelio sfugge all’arresto e vuole vendetta. È l’inizio di un incubo che continua: Gianni deve rinunciare alla sua identità e sparire nel nulla. Nella fiction Gianni diventa Marco Merani e ha il volto di Beppe Fiorello. Il titolo fa riferimento ai rolex che il boss Elías Piñeiro Fernandez regalava ai suoi affiliati.

Da settembre si gira “Scuola di Mafia”

Il territorio di Nardò si conferma sempre più location d’eccezione come set naturale delle produzioni cinematografiche. La Rodeo Drive con Rai Cinema infatti già dallo scorso mese di settembre hanno avviato le riprese del lungometraggio “Scuola di mafia” con protagonisti tra gli altri Nino Frassica (per lui un ritorno nella città neretina dopo Fratelli Caputo), Emilio Solfrizzi e Paola Minaccioni e per la regia  di Alessandro Pondi.

Il film vede protagonisti Tony Masseria, Joe Cavallo e Nick Di Maggio, tre ragazzi newyorkesi nel pieno della loro giovinezza. Hanno sogni, aspirazioni, progetti per la propria vita: Nick è un chitarrista che sta per entrare nel talent show più famoso d’America, Joe è un cadetto dell’accademia di polizia e Tony è un insegnante di danza. Un ostacolo li separa dalla realizzazione dei loro sogni: sono i figli dei tre boss mafiosi che si spartiscono i traffici illegali della città, determinati a farli diventare, volenti o nolenti, gli eredi dei loro affari.

I tre padri dunque, rapiscono i loro figli per portarli da New York in Sicilia, alla scuola di Don Turi ‘u Ammazzaturi, il padrino più temuto, che dovrà addestrarli a diventare dei veri boss. Sarà un duro percorso per tutti e tre, ma sarà anche un percorso di crescita personale che permetterà a Tony, Nick e Joe di definirsi e capire ciò che sono e ciò che potranno diventare.

Il cast è composto da Fabrizio Ferracane, Emilio Solfrizzi, Paolo Calabresi, Giuseppe Maggio, Guglielmo Poggi, Michele Ragno, Gianfranco Gallo, Maurizio Lombardi, Tony Sperandeo, Mario Pupella, Monica Vallerini, Giulio Corso, Paola Lavini con l’amichevole partecipazione di Paola Minaccioni e con Nino Frassica. Il Comune di Nardò ha concesso il patrocinio e ha fornito alle recenti riprese il supporto logistico e organizzativo.

“La nostra Nardò conferma di avere un profilo particolarmente adatto per il cinema, garantendosi in questo modo una visibilità eccezionale e praticamente gratuita” spiega sempre l’assessore Giulia Puglia, “da parte nostra, come già accaduto in passato, abbiamo fatto il possibile per favorire questo ennesimo incontro con il cinema, fornendo alla produzione la massima collaborazione e il necessario supporto logistico. Non solo visibilità, perché un film girato a Nardò significa carburante per l’indotto, visto che le riprese durano quasi sempre qualche settimana e sono una bella occasione per operatori dell’accoglienza, della ristorazione e del commercio. Per noi una scelta assolutamente strategica”.
 

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