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In foto: la protesta dei precari davanti alla Asl

In foto: la protesta dei precari davanti alla Asl

Contratti in scadenza e nessuna certezza: la protesta dei precari della Asl

I lavoratori, insieme ai sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, hanno rivendicato il rispetto di un accordo del 2017: "Dopo 36 mesi scatta il diritto ad essere assunti a tempo indeterminato"

LECCE – Si sono ritrovati, ancora una volta, sotto la direzione generale della Asl di Lecce per chiedere di essere stabilizzati. E di far valere un accordo aziendale, risalente al 6 marzo 2017, che doveva mettere la parola fine alla piaga del precariato nelle corsie degli ospedali.

Sono operatori socio-sanitari, personale tecnico e amministrativo, ma anche medici e infermieri che svolgono il loro lavoro quotidiano con abnegazione, ma nella totale incertezza del futuro.

Buona parte dei contratti è in scadenza al 31 gennaio. E non si hanno risposte riguardo ad un'assunzione a tempo indeterminato, che continua a essere rivendicata dai sindacati.

Insieme a loro, in via Miglietta, erano presenti i referenti di Fp Cgil, Floriano Polimeno, Fpl Uil, Antonio Tarantino e Fp Cisl, Fabio Orsini.

“Ricordiamo che è in vigore un accordo siglato nel 2017 con la direzione generale, perfettamente esigibile. L'intesa stabiliva che i contratti di tutto il personale a tempo determinato potessero essere prorogati di 6 mesi in 6 mesi, per un massimo di 36 mensilità complessive. Oggi si paventa l'ipotesi che la Regione Puglia voglia mandare a casa questi lavoratori, specialmente gli Oss non presenti nella graduatoria di riferimento, per sostituirli con altre persone che rientrano, invece, nella suddetta graduatoria. Lo ritenitamo inaccettabile”, commenta Polimeno ai margini della protesta.

In questa situazione burocratimente complessa, si incastra anche la legge Madia: “I precari che hanno compiuto i 36 mesi al 31 dicembre 2020, devono essere stabilizzati, come è avvenuto in tutte le altre aziende sanitarie regionali. Nella Asl di Lecce attendiamo, invece, che venga realizzata la ricognizione del personale per capire chi ha diritto ad essere assunto a tempo indeteminato, sulla base delle autocertificazioni presentate da ciascun operatore sanitario”, precisa l'esponente Cgil.

“Assistiamo ad una condizione di schizzofrenia amministrativa di difficile interpretazione: non ci coinvolgono, non ci avvisano di quello che accade”, insiste il sindacalista.

Eppure la platea interessata dalla vertenza è di vaste proporzioni: parliamo di circa 400 operatori precari nella sola provincia di Lecce.

“Nel Dea dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce, l'emergenza sanitaria viene affrontata, quotidianamente, dai precari che si stanno sacrificando, pur nell'incertezza del futuro, e quindi meritano rispetto. Sono impiegati in prima linea nel servizio di emergenza- urgenza e nei Pronto Soccorso. Non possiamo usare queste e buttarle quando non servono più”, conclude il sindacalista.

Nel corso della mattinata i lavoratori e gli esponenti delle organizzazioni sindacali hanno chiesto in incontrare il direttore generale, Rodolfo Rollo per chiedere notizie sulle proroghe di tutti i contratti in scadenza.

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