Scooter di proprietà per consegnare pizze per 6 euro lordi: controlli tra i rider leccesi

I controlli, partiti venerdì scorso in simultanea in tutta Italia, a seguito di un esposto presso la Procura di Milano. Verifiche in due pizzerie leccesi, collegate con piattaforme web per la prenotazione del cibo: per una la sospensione provvisoria dell’attività, un lavoratore in nero

Foto di repertorio (Ansa photo)

LECCE – Lo scooter con cui consegnare la pizza deve essere di proprietà. Se vuoi lavorare, quello te lo paghi tu. Idem l’abbigliamento e il giubbotto antipioggia. Sulla scocca dei motorini, però, compare spesso il marchio delle piattaforme online per la prenotazione di cibo. Poco importa però che quei "centauri della pizza", giovani e spesso laureati, percepiscano una somma di 6 euro lordi all'ora (lordi!) quando sono fermi, e appena quattro euro lordi in più quando effettuano una consegna. Le storture e aberrazioni del mercato del lavoro dei corrieri (siano essi quelli addetti alla consegna di pacchi provenienti dal circuito della grande distribuzione, sia i rider che in sella a uno scooter trasportano le pizze presso le abitazioni) sono state già magistralmente messe in evidenza dal cinema di denuncia di Ken Loach, il regista britannico autore della pellicola “Sorry we missed you”, nelle sale lo scorso inverno.

 Anche a Lecce, come nel resto del territorio nazionale, alle 18 di venerdì scorso è scattata una maxi ispezione all’interno delle pizzerie e rosticcerie, attrezzate con il servizio di consegna a domicilio e supportate da due note piattaforme online per la prenotazione del cibo direttamente da smartphone. Tra i controlli effettuati in simultanea nello Stivale, anche due pizzerie del capoluogo salentino hanno ricevuto la “visita” dei militari del Nucleo ispettorato del lavoro. Sono state valutate le posizioni di otto dipendenti, mentre sono ancora in corso ulteriori accertamenti di natura fiscale.

Ma nell'intero Paese sono oltre mille i rider operanti in locali commerciali che operano previo collegamento con le principali piattaforme virtuali del “food delivery” e intervistati dai carabinieri  per acquisire informazioni utili alle indagini. Il controllo su scala nazionale è partito a seguito di un esposto presentato presso la Procura della Repubblica di Milano: la magistratura inquirente ha voluto vederci chiaro sul tipo di rapporto di lavoro che lega i corrieri, spesso giovanissimi e laureati, a queste piattaforme web dove prenotare la pizza.

La prima delle due leccesi, collegata con una piattaforma di ordinazione, è risultata “abbastanza” in regola. Gli inquirenti si sono limitati a delle sanzioni di natura amministrativa per delle irregolarità relative alla normativa “anti contagio”. Le vere anomalie sono state in realtà scoperte nel secondo esercizio, tanto da beccarsi la sospensione dell’attività. Qui, infatti, oltre alla mancata formazione dei dipendenti circa i dispositivi di protezione anti Covid, con successive multe, i militari hanno trovato uno dei due lavoratori in nero. Immediata la sospensione provvisoria dell’esercizio, fino a regolarizzazione contrattuale del proprio lavoratore e di tutti gli altri illeciti riscontrati. Le verifiche proseguiranno anche nelle prossime settimane, specialmente in vista della stazione estiva e di un potenziale incremento di assunzione di rider.

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