A Lecce si esorcizzano i “morsi” del coronavirus a passo di pizzica

La donna in nero ha regalato al web un'esibizione della tradizione salentina in piazza Sant'Oronzo. E ha rispettato le restrizioni

LECCE - Incoscienza o superstizione? Una donna vestita di nero, sulle note del Canzoniere Grecanico Salentino travolge e coinvolge nella sua energica esibizione della pizzica salentina in una deserta piazza Sant’Oronzo al tempo del coronavirus. Volteggia con leggiadria sventolando la gonna nera e raggiungendo gli occhi vispi e il sorriso beffardo della Lupa nel mosaico, divenuto negli anni un tutt’un col basolato.

Una performance entrata nelle case di tanti italiani e, soprattutto, leccesi del tutto conforme alle disposizioni relative al contenimento del Covid-19: la ballerina risiede in piazza Sant'Oronzo, a poche decine di metri dal punto in cui viene ripresa, e fa "attività motoria" entro i 200 metri dalla propria abitazione stabiliti dal decreto per l'emergenza.

Il video, girato da Mauro Arnesano, è divenuto virale sul web in soli due giorni: oltre 2mila condivisioni in tutta Italia, più di 50mila visualizzazioni e anche tante polemiche. I profili facebook di chi ha pubblicato il video della "donna in nero" sono stati invasi da una miriade di commenti, molti negativi, del tipo: "Ma dov’è la necessità di uscire per ballare?”, "Sono una mamma e i miei figli sono chiusi in casa. Non è giusto" e addirittura "Ti hanno fatto poi la multa?" e "Spero ti abbiano denunciata".

Ebbene, no. Perché la donna rispetta i 200 metri per svolgere attività motoria nei pressi della propria abitazione, è sola e viene anche ripresa dai cellullari degli agenti della polizia locale di stallo davanti a Palazzo Carafa, incantati dal suo volteggiare.

Sicuramente, una performance ben studiata dalla protagonista e dal videomaker che hanno voluto simpaticamente giocare con le reazioni di chi avrebbe visualizzato l'esibizione e pensato che si trattasse di una violazione bella e buona delle disposizioni governative.

Non solo hater, però. Vi è stato chi ha riconosciuto la bellezza, la frenesia e la commozione nei passi e nei movimenti della "donna in nero", uniti alla straordinaria voce di Alessia Tondo, che hanno riportato irresistibilmente alla storia e alle radici della città di Lecce.

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In un periodo in cui si è “pizzicati” dal coronavirus, posseduti dal potentissimo veleno, nel corpo attraversato da dolori pungenti e spasmi incontrollabili, c’è chi vuole liberarsi e liberare la città con un ritmo sempre più accelerato, proprio lì, dove vi è la riproduzione dello stemma della Città Barocca, uno dei punti fermi nella vita dei leccesi: una donna vestita a lutto che fa vibrare gli animi di chi la osserva, scuotendo il corpo per esorcizzare i “morsi” del coronavirus.

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