Costruzioni in crisi: "Sbloccare i cantieri e riqualificare gli immobili pubblici"

Manifestazione di Cgil, Cisl e Uil: "In 11 anni bruciati 800 mila posti di lavoro. L'edilizia è il volano dell'economia e, paradossalmente, molte infrastrutture sono ferme"

In foto: la manifestazione dei sindacati in prefettura

Lecce – Rilanciare il settore delle costruzioni per rimettere in marcia il Paese. È questo l'appello lanciato oggi dalle segreterie di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil che hanno manifestato nelle principali piazze italiane, ed anche a Lecce, per accendere un faro sulla grave crisi che attraversa il settore.

In una manciata di anni il numero dei lavoratori edili si è dimezzato. I cantieri delle infrastrutture procedono a singhiozzo e in alcuni, clamorosi, casi sono addirittura fermi. Basti pensare all'odissea in salsa salentina della strada 275, per la quale sono già stati stanziati 228 milioni di euro, o della bretella Bradanico – Salentina che ora pare avvicinarsi ad una soluzione.

I sindacalisti questa mattina si sono dati appuntamento in via XXV luglio per consegnare un documento di rivendicazioni al prefetto. Chiedono interventi strutturali per il rilancio del settore, ormai in crisi da 11 anni, che ha mandato in fumo 800 mila posti di lavoro mentre sono decine di migliaia e imprese che, alla fine, hanno dovuto chiudere i battenti.

“Le priorità del governo dovrebbe essere quella di spendere le risorse stanziate contro il dissesto idrogeologico e di procedere con la messa in sicurezza di scuole, ospedali, strade. Bisogna adeguare e rilanciare la nostra rete infrastrutturale, materiale ed immateriale, con particolare attenzione al Sud - puntualizzano i segretari Donato Congedo, Filca Cisl, Simona Cancelli, Fillea Cgil, Paola Esposito, Feneal Uil -. Bisogna poi aumentare la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, a partire dall’introduzione della patente a punti per le imprese e dall’inasprimento e certezza delle pene, insieme ad una vera politica industriale ed una riforma previdenziale che riconosca che i lavori non sono tutti uguali”.

Le dichiarazioni dei sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil

costruzioni 2-2“Occorre un piano di manutenzione, ordinaria e straordinaria, degli edifici pubblici che risulta urgente alla luce di quanto accaduto negli ultimi giorni a causa del maltempo. È chiara la fragilità delle nostre strutture pubbliche, a cominciare dalle scuole, e questo deve essere il primo tassello di un'azione di messa in sicurezza del territorio”, ha commentato Simona Cancelli.

“Abbiamo proposto delle ricette per rimettere in sesto il settore edile che ha fatto da traino all'economia locale – ha aggiunto Donato Congeso -: ad esempio utilizzando il bonus facciate e sbloccando le grandi opere ferme da anni. Gli interventi devono passare poi dal recupero dei centri urbani: il Salento possiede un patrimonio architettonico importante e basterebbe riqualificarlo per dare una boccata d'ossigeno all'intero comparto”.

“In Puglia la crisi dell'edilizia ha bruciato 32 mila posti di lavoro, di cui 10 mila nella sola provincia di Lecce. Il settore continua ad essere in perdita, nonostante rappresenti il volano dell'economia nazionale e locale – ha concluso Paola Esposito -. Contiamo sulla sensibilità delle istituzioni per far ripartire i cantieri della strada 275 e della Bradanico - Salentina perché il Salento non può fare a meno delle infrastrutture”.

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