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Piazza Sant'Oronzo, alle ore 9.45 del 15 marzo 2021

Piazza Sant'Oronzo, alle ore 9.45 del 15 marzo 2021

Covid, oltre 500 nuovi casi nel fine settimana. Le ragioni della "zona rossa"

Tra Lecce e il suo hinterland e il territorio di Gallipoli la maggiore concentrazione di esiti positivi al test. In un mese, su base provinciale, l'incidenza a sette giorni è aumentata di due volte e mezzo, con una progressione preoccupante

LECCE - Sono poco più di 500 i nuovi casi di Covid riscontrati in provincia di Lecce tra venerdì mattina e domenica sera. Oltre 90 sono quelli emersi nel comune capoluogo, più di 40 a Gallipoli e Lizzanello, per un incremento complessivo che dopo nemmeno tre giorni sembra potenzialmente avviato a superare il dato complessivo della settimana precedente, al termine della quale i casi confermati sono stati 1.110. 

Nel Salento l'incidenza al momento è pari a 154 nuovi positivi ogni 100mila abitanti in sette giorni, un valore ancora ben al di sotto di quello regionale che è di 256, dunque oltre la soglia di 250 indicata dal Comitato tecnico scientifico come quella che giustifica il passaggio automatico in zona rossa. Ma l'andamento epidemiologico delle ultime settimane ha messo in evidenza, numeri alla mano, la necessità di un intervento più drastico per arginare la progressione: nel periodo 15-21 febbraio il valore dell'incidenza era di 60,5 casi; nel periodo 22-28 febbraio di 67; nel periodo 1-7 marzo di 106 e negli ultimi sette giorni di 154. Nell'arco di quattro settimane, dunque, il valore di riferimento è cresciuto di due volte e mezzo.

Un altro dato parziale ma molto significativo che emerge dal contesto locale riguarda l'incidenza di nuovi casi per fascia di età: poco meno del 60 percento circa dei casi confermati negli ultimi giorni sono riferiti alla popolazione under 50.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, venerdì ha firmato una apposita ordinanza per la Puglia, distinta da quella dedicata a Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto e Lombardia e Lazio. Nel provvedimento si dice chiaramente che, sulla base del report settimanale di monitoraggio a cura dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero, si prende atto di una "situazione epidemiologica caratterizzata da una trasmissione diffusa non gestibile in modo efficace con misure locali (zone rosse)"

Ecco perché la Cabina di regina ha espresso parere favorevole ad applicare alla Puglia "il massimo livello di mitigazione. Infatti l'analisi complessiva della situazione delinea un quadro di allarme che è compatibile e giustifica l'adozione di ulteriori misure di mitigazione". Va detto, inoltre, che anche altri parametri - tra i diversi presi a riferimento dagli esperti - hanno rivelato uno stato di allerta, come quelli relativi al carico ospedaliero avviato verso una rapida saturazione dei posti letto dedicati ai malati Covid, a partire dalla provincia di Bari e da quella di Taranto, ma con tendenza in peggioramento anche nelle altre.

L'ordinanza del ministero resta valida per quindici giorni e, proprio per la sua vigenza, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha revocato le sue ordinanze sulla scuola, ambito al quale ora si applicano le previsioni tipiche della zona rossa così come indicate dall'ultimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri.

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