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Cultura in stallo: la ricetta di Cgil e la polemica sulla Notte della Taranta

Il comparto negli ultimi 2 anni ha perso quasi l'80 percento degli incassi. E da mesi giace a Palazzo Carafa una proposta della Slc. Il monito alla Fondazione Notte della Taranta: "Trasparenza sull’impiego delle risorse"

LECCE – Quasi due anni di pandemia, e un settore in ginocchio. Parliamo del comparto della cultura e dello spettacolo che, secondo le proiezioni di Siae riportate da Slc Cgil Puglia, ha perso circa l'80 percento di incassi.

Chiusure, riaperture e stop alla programmazione, insomma, hanno messo in ginocchio un'ampia fetta di professionisti (circa 500 nel solo Salento) che hanno vivacchiato grazie ai ristori.

Ristori che, sottolienano dal sindacato, non hanno raggiunto l'intera platea degli interessati e “non sono stati sufficienti a  tenere in piedi le strutture e a garantire un reddito a tutti”.

La produzione culturale nel Salento, in altre parole, va sostenuta: “È ormai tempo di approvare delle regole che diano certezze a tutti i lavoratori del comparto, garantendo pluralità e trasparenza”, sottolinea il segretario Slc Cgil Lecce, Tommaso Moscara.

Il sindacato punta il dito: “Non è più tollerabile che si organizzino manifestazioni di carattere culturale senza adeguati avvisi pubblici che tengano conto della normativa vigente e dei contratti collettivi nazionali di lavoro, del versamento contributivo e della regolarità assicurativa”.

Slc Cgil si è messa a disposizione per mettere ordine nel settore, di concerto con le istituzioni. Ed ha rivolto un appello al sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, e all'assessore comunale allo Spettacolo, Paolo Foresio (qui la replica): “Li sollecitiamo a dare seguito alle intenzioni proclamate di discutere un regolamento comunale, con le strutture, le associazioni e le rappresentanze del comparto, per non escludere nessuno e garantire anche alle realtà più piccole di continuare a tessere il grande arazzo culturale che può dare un valore aggiunto non solo a chi visita da turista il territorio, ma soprattutto a chi lo abita”.
 
Il sindacato infatti ha già elaborato e presentato una proposta di regolamento comunale per l’erogazione dei contributi per attività culturali e di spettacolo che prevede di dotare l’amministrazione comunale di uno strumento per acquisire finanziamenti; di dotare la città di un Albo comunale degli operatori culturali e di spettacolo; di istituire una commissione presieduta da esperti con membri interni ed esterni all’amministrazione per la valutazione delle istanze; di regolare la concessione degli spazi e dei patrocini, di istituire un osservatorio permanente che dovrà valutare periodicamente il corretto funzionamento e avanzare proposte di correttivi.

La proposta è stata trasmessa al Comune ed è disponibile sulla piattaforma web (www.slc-cgilsalento.it). Il sindacato ha anche chiesto all'amministrazione cittadina di convocare in tempi brevi il tavolo che dovrà discutere la proposta, nell'ottica di estendere poi il confronto a tutte le rappresentanze del territorio e agli operatori culturali per non perdere le risorse messe a disposizione dal Pnrr.

Il sindacato si è inserito anche nel dibattito di questi giorni che interessa l’organizzazione de “La Notte della Taranta”, sostenendo che “non è tollerabile che Fondazioni a partecipazione pubblica perdano di vista la mission per le quali erano state create, snaturando culturalmente un format, ovvero drenando ingenti risorse verso taluni soggetti già forti di sponsorizzazioni e finanziamenti e togliendo ai territori quelle risorse che andrebbero destinate per la crescita della comunità”.

Poi la stoccata: “La Fondazione rilegga il proprio statuto e lo metta in pratica, e faccia trasparenza sull’impiego delle risorse e dei ricavi”.

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