Domenica, 13 Giugno 2021
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Custode del passato proteso verso il futuro: Durante di nome e di fatto

La prematura scomparsa del direttore artistico della Notte della Taranta è l'ultimo atto di una parabola artistica e intellettuale vissuta sempre di petto, dai tempi della riscoperta a quelli del fenomeno di massa

La camera ardente allestita a Melpignano.

LECCE - Pioniere della rinascita della musica popolare con il Canzoniere Grecanico Salentino, pioniere della sua contaminazione, molti decenni dopo.

Daniele Durante, deceduto sabato sera a causa di una patologia irreversibile, è sempre stato avanguardia. Si è preso cura, come pochi altri, di recuperare un patrimonio che rischiava di essere definitivamente sepolto sotto l'incedere affannoso della società verso i miti della modernità che mal si conciliavano con la memoria della civiltà contadina; molto più tardi si è assunto la responsabilità di "dirigere" l'effervescenza musicale generata da quell'uragano che si chiama Notte della Taranta, che tutto travolge col suo passaggio lasciando anche macerie nell'irrisolto rapporto tra i canoni della contaminazione  - ammesso che ve ne possano essere - e il rigore della riscoperta filologica. 

La musica popolare è cosa da maneggiare con cura: il rischio di finire nel calderone del folklore e, peggio ancora, nel qualunquismo televisivo è sempre molto forte, ma Daniele Durante aveva tutti gli strumenti, le conoscenze, le visioni, per governare il cambiamento andando incontro a un destino con molte potenzialità e nessuna certezza. Durante era l'anello di congiunzione tra passato e futuro, una sorta di sacerdote di una religione laica che viveva "agendo" il cambiamento, con la curiosità del confronto continuo e con la consapevolezza di aver battuto un percorso lungo e laborioso che lo autorizzava a spingersi dove altri si sarebbero persi. Forse era un segno del destino quel suo cognome, Durante come l'avverbio, come qualcuno che sta sempre in mezzo alle cose che accadono, cercando di orientarle e non di subirle.

Non era dunque solo un musicista raffinato e nemmeno solo un ricercatore scrupoloso, ma un intellettuale a tutto tondo. E se per quanto riguarda il Canzoniere Grecanico Salentino è stato il figlio Mauro, artista di eccelso livello, a raccoglierne l'eredità già qualche anno addietro rilanciandola con il definitivo salto nella world music - Meridiana si chiama l'ultimo disco, uscito a maggio -, resta da capire come la Fondazione Notte della Taranta gestirà questo doloroso e prematuro passaggio di consegne. Senza di lui ci sentiamo privati di un solido ancoraggio, ingabbiati da una sensazione di sconforto che ci riporta al 2015 quando morì prematuramente Sergio Torsello, di cui proprio Durante prese il posto di direttore artistico. 

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