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Dal ministero alla Regione, guardia alta per rete fognaria di Porto Cesareo

Nuova iniziativa del Comune che ha richiesto il completamento dei lavori della rete fognaria, l’attivazione del depuratore ed il suo collettamento alla rete di Nardò

PORTO CESAREO - La ribattezzata “battaglia di civiltà” per il completamento e la messa in funzione definitiva della rete fognaria di Porto Cesareo va avanti. E anche il ministero dell’Ambiente così come le prossime audizioni nell’ambito delle commissioni regionale sono già investite della pregnante problematica. Con un nuova missiva infatti, il Comune di Porto Cesareo ha richiesto, con maggiore insistenza, il completamento dei lavori della rete fognaria, l’attivazione del depuratore ed il suo collettamento alla rete di Nardò, oltre allo scarico a mare nella zona già utilizzata per questo scopo.

Destinatari delle richieste i principali protagonisti dell’annosa e datata vicenda: dal ministero dell’Ambiente al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dai consiglieri regionali al commissario straordinario per la procedura d’infrazione in materia di raccolta e depurazione delle acque civili. E ancora tutti i sindaci del Salento, la direzione generale di Aqp, il direttore del dipartimento opere pubbliche, ecologia e paesaggio regionale.

Un messaggio univoco  e reiterato quello del sindaco cesarino, Silvia Tarantino, e dell’assessore all’Urbanistica, Eugenio Sambati che già nelle scorse settimane e con il supporto anche del circolo locale di Legambiente, avevano smosso le acque sulla situazione di immobilismo che aleggia ancora sull’attivazione degli importati servizi legati alla depurazione delle acque e al collegamento della rete fognaria.

“Per noi non è possibile attendere oltre” incalzano all’unisono sindaco e assessore comunale, “la grave emergenza sanitaria che ci schiaccia, rende chiara la necessità di mettere al primo punto la salute e l’igiene pubblica, senza se e senza ma. Occorre fare ogni sforzo per consentire quanto prima che la rete fognaria ed il depuratore, già completati e collaudati, entrino in funzione, e gli enti interessati non possono più sottrarsi a tale dovere civico e morale.  Occorre collaborazione univocità di intenti e unidirezionalità per lo sviluppo dei territori, di cui Porto Cesareo è voce importante. Per queste ragioni” concludono, “ci appelliamo alla sensibilità politica di tutti gli amministratori, affinché vogliano accogliere e sostenere le ragioni di Porto Cesareo in ogni sede competente, nella certezza che sia possibile trovare un sicuro e possibile nesso di dialogo fra le diverse posizioni ed una sintesi risolutiva ad esclusivo favore del bene comune e per la risoluzione di una vera e propria emergenza ambientale”.

Intanto qualcosa sembra muoversi anche in sede regionale dopo le dichiarazioni dell’assessore all’Urbanistica, Anna Grazio Maraschio, che con gli uffici competenti sta analizzando il da farsi per sbloccare la questione. E sia il consigliere di maggioranza Fabiano Amati, che il consigliere di minoranza, Paolo Pagliaro, rcapogruppo di “La Puglia Domani” e presidente del Movimento Regione Salento, hanno chiesto audizione nel merito nella V Commissione Ambiente. Il consigliere Amati ha chiesto al presidente della commissione Paolo Campo, specifiche presenze e chiarimenti sullo stato del procedimento d'attivazione dell'impianto di depurazione delle acque reflue di Porto Cesareo e sul completamento delle canalizzazioni.

“Ho richiesto un’audizione in Commissione Ecologia perché si faccia chiarezza su questa situazione insostenibile e si porti finalmente a compimento la rete fognaria ed il suo allaccio al nuovo impianto di depurazione, ancora in attesa di autorizzazione allo scarico” spiega il consigliere regionale Paolo Pagliaro, “gli interventi sul depuratore, terminati da oltre un anno e mezzo e costati 6,5 milioni di euro, avrebbero dovuto consentire l’attivazione di una nuova linea di trattamento delle acque, nel rispetto delle normative vigenti e delle esigenze del territorio, che soprattutto in estate pullula di turisti”.

Conclude, infine, l’assessore Eugenio Sambati affermando come “Porto Cesareo è ormai stanca, e  la cittadinanza non ne può più di subire una situazione veramente assurda e paradossale. Per anni siamo stati identificati come la terra dell’abusivismo e dell’illegalità, oggi abbiamo fatto le cose per bene e pretendiamo ascolto e considerazione. A questo punto, chi si deve assumere le proprie responsabilità se le assuma, smettendola di tergiversare e cincischiare. E’ una battaglia di civiltà per la quale chiediamo aiuto a tutti i salentini ed i pugliesi”.

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