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Il virus rallenta, ma la densità della popolazione è il rischio attuale

Solo poco più dell'1 per cento dei tamponi ha fatto registrare oggi casi di positività al Covid-19. Ma, alla vigila della fase 2, l'epidemiologo Lopalco mette tutti in guardia, in considerazione de rischi dovuti alla maggior mobilità

LECCE – Notevole passo indietro, rispetto alla giornata di ieri, nel numero di nuovi infetti confermati dai test per rilevare la presenza del nuovo ceppo di coronavirus. Su 1.073 tamponi effettuati in tutta la Puglia, infatti, sono stati solo 11 i casi registrati. Ieri, sabato 2 maggio, il numero di test era stato quasi identico (1.078), ma i contagiati 34. Oggi, dunque, poco più dell’1 per cento dei test ha fatto rilevare positività al Covid-19. Ed è questo l’aspetto principale, perché, probabilmente, in termini percentuali è il miglior dato degli ultimi tempi.

Qui in Pdf il bollettino regionale del 3 maggio 2020

Un innesto di fiducia proprio alla vigilia dell’agognata “fase 2”? Certo, ma proprio per questo non bisognerà approfittare delle maglie più larghe nelle restrizioni ed essere oltrmodo cauti, perché, usando un paragone calcistico, come accade a volte alle squadre che riescano a emergere dal fondo della classifica dopo una dura lotta, ci vuole poco per perdere la concentrazione e farsi risucchiare di nuovo nei bassifondi.  

Lo sa bene l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco che oggi, invitando a fare molta attenzione, l’ha spiegato in un breve post sulla sua pagina ufficiale, cartina alla mano, in cui ha ricordato che “il virus si muove con le nostre gambe. Più gambe ha, più velocemente si muove”. Le misure prese finora hanno “rallentato la corsa del virus, ma ora che le attività riprenderanno il virus riprenderà a circolare”, ha aggiunto, spiegando come il rischio sia maggiore a seconda della densità della popolazione.

Ebbene, la Puglia, considerando il fatto che sia “la regione meridionale più densamente popolata” è fra quelle a rischio maggiore *. Una considerazione, quella dello scienziato leccese chiamato dal presidente Michele Emiliano a coordinare il gruppo di lavoro sull’emergenza, che arriva in risposta soprattutto a quanti si siano chiesti (e gli abbiano chiesto) perché in Puglia, in rapporto, si siano verificati più casi rispetto ad altre regioni del Sud.

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Tornando ai dati odierni diffusi, come sempre, sulla base delle informazioni provenienti dal direttore del Dipartimento promozione della salute Vito Montanaro, i casi di positività al Covid-19 vanno così suddivisi, su base provinciale: tre per Bari, due per Barletta-Andria-Trani, uno per Brindisi, due per Foggia, altri due per Lecce e nessuno per Taranto. Per un caso è in corso l’attribuzione della provincia di provenienza. Purtroppo, sono stati registrati anche due decessi, ed entrambi in provincia di Lecce.

Dall’inizio dell’emergenza il numero di test è salito a quota 66.443. Sono 765 i pazienti guariti o dimessi e 2.955 sono i pazienti attualmente positivi per un totale (compresi, quindi, coloro che si sono lasciati la malattia alle spalle) di 4.144 casi, di cui 497 per la provincia di Lecce. Dunque, si sta ora per entrare nella nuova fase della gestione dell’emergenza, con aperture che, per quanto ancora parziali, produrranno da subito un effetto sulla circolazione nelle città. E dato che non si sa ancora bene cosa accadrà, mai come in questo momento è fondamentale l’invito alla prudenza.

* In realtà, anche se dalla cartina non si evince a occhio, è la Campania la regione più densamente abitata, per via dell'area metropolitana di Napoli; la Puglia è seconda nel Mezzogiorno; tuttavia, si nota l'estensione uniforme delle aree rosse, distribuite praticamente su quasi tutto il territorio.

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