Covid-19: sedici i leccesi contagiati, due ricoverati. Monitorati in quarantasei

Il sindaco, Carlo Salvemini, ha comunicato il dato complessivo dall'inizio dell'epidemia. In provincia i casi sono in tutto 65, secondo l'ultimo aggiornamento del Dipartimento della Protezione Civile

LECCE - Sono 65, secondo i dati in possesso del Dipartimento della protezione civile, i casi positivi riscontrati in provincia di Lecce, tre in più rispetto a ieri (si ricordi che secondo il bollettino della Regione Puglia si parlava di 57 per il Salento). L'aggiornamento è quello della consueta conferenza stampa delle 18. Nella nostra regione i casi positivi sono passati da 340 a 384.

Poco dopo il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ha fornito i numeri per il capoluogo: sono sedici, dall'inizio dell'accertamento del contagio, i concittadini risultati positivi al test. Di loro sono due i ricoverati, mentre i leccesi in quarantena sono 46. “In questi giorni - ha scritto - stiamo percorrendo la fase ascendente di quella curva che vediamo spesso rappresentata nei resoconti televisivi e nelle analisi che restituiscono la dinamica del contagio.Come ci spiegano gli epidemiologi incaricati di affiancare le istituzioni regionali e nazionali nella gestione dell’emergenza, l’aumento che registriamo in questi giorni è un fenomeno previsto. Ed è proprio in ragione di esso che a tutti noi è stato chiesto di trascorrere queste settimane restando in casa. Meno occasioni di contagio offriamo al coronavirus – che viaggia sulle nostre gambe e si trasmette da persona a persona – prima riusciremo a frenare la crescita dei numeri e a far entrare la curva in una fase di stabilizzazione e poi, si spera, discendente".

"Voglio per quanto possibile - ha poi aggiunto rivolgendosi ai leccesi toccati in prima persona dall'epidemia - far sentire a loro la vicinanza della nostra comunità. Stanno affrontando, come è comprensibile, un momento di grande difficoltà, dal quale ci auguriamo possano presto uscire, tornando alle loro abitudini consuete e soprattutto ai loro affetti e alle loro occupazioni. A tutti loro vorrei far arrivare a nome della città un messaggio di vicinanza. Siamo tutti parte di una comunità coesa, che oggi più che mai deve sentirsi solidale. L'evoluzione del contagio è nelle nostre mani. Spetta a noi - con il rigoroso e scrupoloso rispetto delle misure imposte dal governo - contribuire a rallentare la propagazione del contagio. Spetta a noi essere parte di questa battaglia. Lo stiamo già facendo. Dobbiamo e possiamo farlo ancora meglio".
 

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