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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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Decreto di congruità in edilizia. Cisl Lecce plaude al passo in avanti

Il segretario Zacheo: "Il Durc è uno strumento che ha contribuito a far emergere il lavoro irregolare e ha innalzato il livello delle tutele. Coniuga in cantiere qualità e legalità, binomi imprescindibili per un'edilizia al passo dei tempi"

LECCE - Emersione del lavoro nero, dumping contrattuale, tutela della retribuzione, formazione e sicurezza dei lavoratori. Sono questi i principali nodi da sciogliere nel settore dell'edilizia che pure, grazie agli incentivi governativi, sta conoscendo una stagione di rinascita.

La buona notizia è che è stato varato il decreto sulla nuova verifica di congruità, operativo dal 1° novembre, che si applica ai lavori per i quali si presenterà la denuncia di inizio lavori alla cassa edile.

Secondo il segretario Cisl Lecce, Donato Congedo, il decreto rappresenta una sorta di ritorno al passato. E questo perché già nel settembre 2020, in occasione dell'accordo collettivo, le parti sociali avevano posto l'attenzione sull’introduzione degli indici di congruità, ovvero su quegli strumenti utili a verificare la regolarità contributiva, nell’ambito dei lavori pubblici e privati di importo pari o superiori a 70mila euro.

“I buoni segnali di ripresa del comparto, sull’onda della normativa incentivante chiamata bonus ristrutturazioni 110 percento, la spinta agli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall’Ue all’interno del piano straordinario Next generation, sicuramente imporrano maggiori controlli e verifiche sulle imprese fruitrici di queste agevolazioni”, ha spiegato l'esponente Cisl Lecce.

“La verifica della congruità è un’esigenza sentita da tempo e reclamata dal sindacato – ha aggiunto Raimondo Zacheo di Filca Cisl Lecce -. Già il documento unico di regolarità contributiva lo releghiamo ad una intuizione felice di un grande uomo della Filca Cisl quale è stato Pino Virgilio”.

E ancora: “Il Durc è uno strumento che ha contribuito a far emergere il lavoro irregolare e ha innalzato il livello delle tutele. Coniuga in cantiere qualità e legalità, binomi imprescindibili per una edilizia al passo dei tempi. Con la congruità le stime e le valutazioni a pieno regime porteranno ad una emersione importante del lavoro nero e del lavoro grigio. L’essenziale è l’attivazione immediata dei controlli da parte dei soggetti preposti.”

Come verrà riscontrata e chi rilascerà l’attestazione di congruità? La Cisl di Lecce ci offre dei chiarimenti. La congruità della manodopera è la valutazione, attraverso indici e parametri, dell’adeguatezza dell’importo del costo del lavoro in rapporto al costo di un’opera o un servizio in un contratto di appalto.

Attraverso questa correlazione si cerca di stabilire se la forza lavoro occupata sia coerente sotto il profilo sia quantitativo (ad esempio, numero ore e lavoratori addetti) sia qualitativo (ad esempio, rispetto dei minimi retributivi da Ccnl maggiormente rappresentativo) al valore di un’opera o di un servizio indicato all’interno di un contratto di appalto o di servizi. La congruità viene definita attraverso parametri che rappresentano l’incidenza minima del costo del lavoro sul valore dell’opera.

L’attestazione di congruità è rilasciata entro 10 giorni dalla richiesta, dalla cassa edile territorialmente competente, su richiesta dell’impresa affidataria o dal committente.

“Sarà fondamentale, quindi, che l’applicazione dei contratti nazionali di lavoro e la sicurezza di filiera vengano ancora di più attenzionate – ha chiosato Congedo -. Ogni lavoratore va tutelato, anche quello che svolge le proprie attività in un’azienda di piccole dimensioni”.

Sul fronte della qualità del lavoro e della riqualificazione delle stazioni appaltanti, Cisl ritiene positiva la notizia che si stiano formando 15 mila responsabili unici del procedimento (Rup) degli uffici gare delle stazioni appaltanti di tutta Italia, di cui 5 mila al Sud.

In questi giorni verrà pubblicato il decreto che conterrà investimenti per 630 milioni di euro destinati dal Pnrr a rafforzare i porti e le aree industriali collegate alle Zes (zone economiche speciali). I 61,3 miliardi di euro del Pnrr e del Piano complementare di competenza del ministero delle Infrastrutture entro l’anno saranno tutti assegnati agli enti attuatori.

“Ad oggi il riparto delle risorse, dopo gli accordi con le Regioni e gli enti locali, riguarda 53,2 miliardi pari all’86,7 percento della cifra complessiva. Arriverà, quindi, una valanga di risorse che servirà ad aumentare la dotazione infrastrutturale ed il livello di competitività dei territori”, ha concluso il sindacalista.

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