Decreto Martina, si allarga fronte dei “disobbedienti”. Zollino dice no ai pesticidi

Il sindaco Chiga prende posizione contro il decreto per l’emergenza xylella. “Contrari già dal 3 maggio”. Ordinanza anche a Gallipoli

Il sindaco di Zollino, Antonio Chiga

ZOLLINO - La protesta dei sindaci “disobbedienti” contro il decreto Martina sull’uso dei pesticidi e prodotti fitosanitari quali misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l'eradicazione di xylella fastidiosa continua ad allargarsi a macchia d’olio. E dopo Nardò, Nociglia, Muro Leccese, Galatone anche altri Comuni, quali Scorrano, Lizzanello e Gallipoli hanno preso posizione difensiva a colpi di ordinanze e delibere di giunta. Il decreto contestato è quello con cui il ministro alle Politiche agricole, Maurizio Martina ha imposto, dallo scorso 6 aprile, l’obbligo dei pesticidi per contrastare la lotta al vettore della xylella fastidiosa. E proprio sulla contrapposizione in atto ora è il sindaco di Zollino, Antonio Chiga, a dare contezza che “con una delibera di giunta comunale dello scorso 3 maggio quella di Zollino è stata tra le prime amministrazioni a ribadire la propria ferma contrarietà alle prescrizioni previste dal cosiddetto decreto emergenza xylella”.     

Come ormai risaputo, il provvedimento a firma del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, prevede un massiccio e obbligatorio utilizzo di prodotti chimici su tutto il territorio salentino interessato dal fenomeno del disseccamento rapido dell'ulivo. Un fiume di prodotti da utilizzare, distribuiti in almeno quattro interventi annuali, che nelle intenzioni del ministero dovrebbe interessare prati, oliveti, campi coltivati e aree verdi con l'intento di contrastare l'insetto vettore del batterio della xylella, in un territorio dove la presenza di questo batterio è considerata ormai endemica. A destare preoccupazione è soprattutto l'utilizzo massivo di sostanze considerate nocive per l'uomo e pericolose per l'ambiente, così come per le api impollinatrici con rischi anche per lo stesso comparto agricolo. Dopo i tanti i dubbi sollevati da associazioni, studiosi e semplici cittadini circa l'effettiva efficacia del provvedimento e le potenziali conseguenze su salute e ambiente, il Comune di Zollino ha ribadito in queste ore di essersi schierato contro il decreto e di averne chiesto formalmente la revoca. Un esempio seguito in questi giorni da un numero sempre crescente di enti locali e di primi cittadini.

 “Il Comune di Zollino si conferma in prima linea a difesa della salute e dell'ambiente” dice il sindaco Chiga, “dalle battaglie contro i grandi impianti inquinanti alle attività di monitoraggio ambientale, dai progetti di rinaturalizzazione alla costituzione di un parco di comunità dal basso, il nascente Parco del Mago, dalla promozione di stili di vita sostenibili alla bonifica del territorio, sono tante le sfide che ci vedono impegnati quotidianamente. Questo atto è in linea con gli obiettivi programmatici della nostra amministrazione. Nei prossimi giorni, come molte altre amministrazioni comunali, daremo incarico ad un legale di impugnare il decreto Martina e, nell'attesa che le istituzioni preposte sappiano trovare soluzioni efficaci al drammatico problema del disseccamento degli ulivi, continueremo il nostro impegno per stimolare e diffondere l’utilizzo delle buone pratiche agricole sostenibili”. Non solo. L'amministrazione del comune griko, per dare concretezza all'azione di contrasto al decreto e tutelare la salute dei propri cittadini, con la stessa delibera ha previsto l'adozione di un'apposita ordinanza che vieterà l'utilizzo del mezzo chimico in tutte le aree del territorio comunale frequentate dalla popolazione e da gruppi vulnerabili di persone come previsto, tra l'altro, da un altro decreto ministeriale, il Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Tali aree comprendono l'intera zona urbana del comune, le strade ad uso pubblico ricadenti sul territorio comunale e in ogni caso, anche in zone extra-urbane, parchi e giardini pubblici, campi sportivi, aree ricreative, zone di interesse storico-artistico e paesaggistico, locali commerciali e le abitazioni ad uso residenziale.

Minerva: “Vietati pesticidi e prodotti potenzialmente pericolosi”  

Disposizioni in materia di utilizzo di pesticidi e prodotti fitosanitari in agricoltura per la tutela dell`ambiente e della salute pubblica anche a Gallipoli con un’ordinanza sottoscritta ieri dal sindaco Stefano Minerva. Sulla falsariga di quanto già adottato da altre amministrazioni salentine anche il Comune di Gallipoli ha inteso dire no ai pesticidi. La disposizione amministrativa vieta, a scopo cautelativo e in via precauzionale, su tutto il territorio comunale l'uso in agricoltura di pesticidi o prodotti fitosanitari di potenziale pericolo, quali sostanze riconducibili ai neonicotinoidi (acetamiprid, imidaclopramid) ed erbicidi (glifosato), a tutela e salvaguardia della salute pubblica, della biodiversità e della salute umana e animale, nonché dell'ambiente, anche al fine di tutelare da possibili e potenziali contaminazioni il suolo, l'acqua e più in generale i prodotti agricoli. Il tutto sulla scorta della considerazione che “tali sostanze immesse nell'ambiente possono rimanere nel suolo e nelle falde acquifere per diverso, prolungato tempo, senza degradarsi e accumulandosi così nelle piante, comprese quelle a destinazione alimentare umana e animale, con conseguente introduzione delle stesse nel ciclo vitale”. Riconoscendo la sussistenza di elementi di pericolosità per la salute pubblica, la biodiversità e la salute umana e animale, nonché per l'ambiente, il primo cittadino ha deciso di disporre la relativa ordinanza di divieto dell'uso in agricoltura di pesticidi o prodotti fitosanitari di potenziale pericolo e prevedendo anche una sanzione amministrativa di 500 euro in caso di violazione della disposizione.      

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