Venerdì, 18 Giugno 2021
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Depuratore e fogna, preoccupazione in Comune: “Nessun compromesso, attivazione subito”

Autorizzazione provvisoria al palo e la soluzione tampone della Regione non convince. Il 9 giugno convocati sindaca Tarantino e Comune di Nardò. Albano: “Mobiltazione generale, ambiente a rischio”

PORTO CESAREO - Attivazione del depuratore e completamento della rete fognaria di Porto Cesareo la soluzione tecnica tampone e la mancata disposizione di una autorizzazione provvisoria della Regione e della Provincia in relazione allo scarico a mare, fa ancora discutere. E dalla comunità cesarina si invoca ancora una presa di posizione definitiva e risolutiva e si rinnovano ancora richieste di mobilitazione generale.

Il tutto mentre il 9 giugno prossimo il sindaco Silvia Tarantino è già stata convocata in Regione insieme al Comune di Nardò per discutere proprio del nuovo progetto delle trincee drenanti e dello scarico provvisorio in battigia limitato al “troppo pieno”. Il primo cittadino e l’assessore all’Urbanistica, Eugenio Sambati, già all’esito della commissione regionale delle scorse settimane avevano lamentato il “dannoso” prolungamento della situazione di stallo venutasi a creare ancora una volta sulla vicenda dell’attivazione del depuratore di Porto Cesareo.

Oggi anche l’ex sindaco e attuale assessore comunale ai Lavori pubblici, Salvatore Albano, che già negli ultimi anni aveva condotto la sua battaglia per la definizione dello sblocco della rete fognaria cittadina e del completamento della piattaforma depurativa, ha inteso stigmatizzare la nuova decisione assunta in ambito regionale che rischia di non risolvere, a monte, la delicata questione ambientale che interessa il territorio cesarino.        

Albano: “Basta compromessi, ambiente a rischio”

“Personalmente non accetterò più nessun compromesso che non permetta l'immediata attivazione del depuratore e quantomeno un nuovo protocollo d'intesa” la dura presa di posizione di Albano.

“Alla luce delle recenti vicissitudini sull’argomento, caldo e dibattuto su più fronti non mi sono per nulla disinteressato, seguendo le vicende di questi ultimi mesi con attenzione e, con la consapevolezza che superate da tempo le questioni tecniche, solo la volontà politica regionale avrebbe potuto risolvere il problema semplicemente autorizzando in via provvisoria l'attivazione del nostro depuratore e facendosi garante della salvaguardia dello stesso, della costa e del mare di due bellissimi comuni quali Porto Cesareo e Nardò” afferma l’assessore comunale.

“Messa con le spalle al muro però ieri in commissione Ambiente, la Regione ha ostacolato, ancora una volta, con un nuovo assurdo progetto, quello della realizzazione di trincee drenanti, l'attivazione in via provvisoria del nostro depuratore” aggiunge l’ex primo cittadino, “non ho più voglia di condurre una battaglia di civiltà se il diritto di un territorio viene calpestato da chi dovrebbe salvaguardarlo”.

Dal Comune cesarino parte un netto rigetto “alle battaglie sterili” e si ribadisce la necessità  di “una forte mobilitazione cittadina che non abbia colore politico e manifesti civilmente il proprio dissenso e la propria rabbia”.

“Ho voglia di capire di chi sarà la responsabilità di un eventuale danno ambientale e di inquinamento marino” conclude Albano, “qualcuno ha mai pensato che questo possa avvenire in qualsiasi momento? Ho voglia di sapere se quei politici regionali che passano le vacanze a Porto Cesareo e cercano consensi sul nostro territorio sono a conoscenza di ciò che accade e se se ne sono mai interessati”.

"È incredibile che ancora oggi, a distanza di decenni dall'avvio dei lavori per la realizzazione della rete fognaria di Porto Cesareo, si stia ancora a discutere di cavilli burocratici, di autorizzazioni ambientali ripetutamente richieste, senza capire la situazione assurda in cui si trova la comunità di Porto Cesareo".

La preoccupazione di Tarantino e Sambati

Dalla sede comunale la preoccupazione è sempre latente e la posizione del sindaco Silvia Tarantino e dell’assessore Eugenio Sambati non si smuove. “È incredibile che ancora oggi, a distanza di decenni dall'avvio dei lavori per la realizzazione della rete fognaria si stia ancora a discutere di cavilli burocratici, di autorizzazioni ambientali ripetutamente richieste, senza capire la situazione assurda in cui si trova la comunità di Porto Cesareo" hanno lamentano gli amministratori.

“Abbiamo compreso, soltanto una cosa” ribadiscono Tarantino e Sambati, “che all'orizzonte immediato non c'è nessuna autorizzazione provvisoria allo scarico e che i tempi si allungano ancora e sempre di più. Occorreranno passaggi politici, dall'esito incerto, condivisioni politiche ed accordi che stanno solo sulla luna, ed, infine, passaggi tecnici dall'esito imperscrutabile”.

“Si è parlato della prossima stagione estiva, cioè tra di un altro anno. Porto Cesareo non ne può più di questa storia infinita” concludono, “chiediamo a tutti i salentini ed i pugliesi, che hanno a cuore le sorti del nostro territorio, di sostenerci ed aiutarci, in una storia che sta diventando sempre più paradossale ed inspiegabile. Questa non è più una battaglia di civiltà, ma è semplicemente un rimpallo di ruoli e responsabilità senza fine”.

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