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Depuratore, indagini e bonifica a Torre Sabea. Udicon contraria alla condotta

La ditta Sub Technical Edil Services sta effettuando i primi rilievi e il monitoraggio per l’eventuale recupero di ordigni e residuati bellici sui fondali. L’associazione dei consumatori contesta soluzione dello scarico a mare

GALLIPOLI - Si smuovono le acque, nel vero senso della parola, per le attività propedeutiche alla realizzazione della condotta sottomarina a servizio dell’impianto di depurazione di Gallipoli. Un’accelerazione per entrare nella fase conclusiva del programma per la futura installazione dell’opera che una volta posizionata, a ridosso della scarico sottocosta, consentirà di allontanare il recapito finale del depuratore di via Scalelle e di eliminare anche il divieto di balneazione per un chilometro che insiste sul tratto del litorale di Torre Sabea.

In questi giorni infatti, lungo il litorale nord gallipolino, è partita l’attività preventiva di ricognizione per l’eventuale bonifica dei fondali interessati da ordigni e residuati bellici. Un’attività definita di routine, e a scopo precauzionale, che viene effettuata su tutti i fondali che sono interessati da interventi per installazione di opere e nelle aree portuali per le attività di dragaggio. Incaricata delle operazioni è la società specializzata della Sub Technical edil Services di Mola di Bari che ha comunicato l’avvio delle operazioni ed aveva già richiesto la relativa autorizzazione alla capitaneria di porto di Gallipoli.

Divieti in mare per le indagini

Per garantire lo svolgimento delle indagini in totale sicurezza (rilievi batimetrici dei fondali, carotaggi ed eventuale bonifica dei residuati bellici), il comandante della guardia costiera, Enrico Macrì, ha emanato anche la relativa ordinanza con le prescrizioni da seguire da parte della ditta esecutrice e con i divieti e le interdizioni dei tratti di mare interessati dall’intervento. Le attività di monitoraggio e di perlustrazione subacquea riguardano tutta la zona relativa al futuro asse di posizionamento della condotta sottomarina sino all’imbocco sottocosta prospiciente contrada San Leonardo.

E nel tratto di mare interessato, fino al prossimo 8 marzo, nella fascia oraria compresa dalle 8 alle 17, sono stati già disposti da alcuni giorni i divieti, fino ad una distanza di 100 metri dal limite della zona dell’intervento, di navigazione e sosta di qualunque imbarcazione, sia da diporto che ad uso professionale, così come sono state vietate le attività di immersione e di pesca. Gli operatori della Sub Technical edil Services effettueranno le operazioni di bonifica per l’individuazione di eventuali ordigni e residuati bellici nel tratto di mare antistante la rada nord del porto di Gallipoli e in caso di rinvenimento di materiale provvederanno a segnalare gli stessi in modo adeguato e ad informare la guardia costiera per le azioni di competenza.

Soluzioni per lo scarico a mare

Si entra dunque nel vivo delle attività funzionali per la realizzazione della condotta a mare dopo che già lo scorso anno l’acquedotto pugliese aveva dato il via libera alla procedura di appalto, per un importo di 450 mila euro, per la progettazione dell’opera a servizio dell’impianto di depurazione consortile di Gallipoli, a servizio anche dei comuni di Sannicola, Alezio e Tuglie.

Il progetto della condotta porterà all’allontanamento dello scarico delle acque depurate a circa 6,5 chilometri dalla costa e a una profondità di circa 30 metri, “nel pieno rispetto e nella salvaguardia del contesto paesaggistico e naturalistico”, assicurano da Aqp. Nello specifico, per l’individuazione della localizzazione ottimale della condotta, l’acquedotto pugliese ha commissionato anche uno studio meteomarino che ha tenuto conto della natura del fondale marino e, in particolare, della presenza della cosiddetta prateria di posidonia oceanica, che sarà oltrepassata e in alcun modo alterata dal passaggio della condotta.

I successivi lavori per la realizzazione e installazione della condotta, per un importo complessivo di 16 milioni di euro, sono già pianificati dalla Regione e finanziati con fondi Por Puglia 2014-2020.

L’Udicon contesta la condotta

Secondo l’Udicon, l’Unione per la Difesa dei Consumatori, il depuratore consortile di Gallipoli continua a mietere problemi di inquinamento in mare e per questo i responsabili del sodalizio, Biagio Malorgio (segretario provinciale) e Maurizio Rampino (commissario regionale), hanno chiesto da tempo un incontro con il presidente della Provincia e sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva, e con la direzione dell’acquedotto pugliese proprio per affrontare le questioni relative alla piattaforma di via Scalelle e allo scarico sotto costa.

Un allarme mitigato comunque, al momento, dall’assenza di segnalazioni di nuovi fenomeni evidenti di sversamento sospetto in mare e anche dal report delle progettualità in itinere che, a seguito anche dei lavori di adeguamento dell’impianto, sono destinate ad eliminare la problematica che da anni affligge il litorale di Torre Sabea.

 “La soluzione della condotta sottomarina che dovrebbe portare gli scarichi a mare a circa 7-8 km dalla costa è contraddittoria e rischiosa e non risolverebbe i problemi di inquinamento del mare e del territorio” lamentano invece da Udicon, “considerati anche i costi ingenti di una mega opera e i tempi lunghissimi di realizzazione. Inoltre, ad oggi, nonostante l’annuncio di una progettazione già definita, non sono chiari i tempi delle procedure di gara, del cronoprogramma attuativo e della modalità di affinamento delle acque”.

L’associazione dei consumatori ha chiesto di conoscere, unitamente alle altre associazioni, i contenuti della progettazione di scarico a mare delle acque. “Invitiamo l’Aqp, la Provincia e il Comune di Gallipoli a coinvolgere, per tempo e nelle forme opportune e in sede istituzionale, le associazioni e le forze sociali del territorio e a mettere a disposizione le relazioni tecniche e i relativi progetti” ammoniscono Malorgio e Rampino.

Riproponendo i contenuti del progetto Re-water (la nuova sperimentazione tecnologica rivolta a contrastare l’inquinamento delle acque marine, tramite una migliore gestione e il riutilizzo delle acque reflue della depurazione per fini irrigui e civili, per irrigazione di aree verdi, pinete e parchi, pulizia e lavaggio delle strade, rifornimento mezzi antincendio, che ha interessato due progetti pilota per Gallipoli e Patrasso), l’Udicon stigmatizza ogni soluzione legata allo scarico a mare, rilanciando le soluzioni dell’uso delle acque depurate per il ripascimento della falda costiera, per l’irrigazione dei campi e delle aree boschive, così come lo sversamento dei reflui depurati nel sottosuolo e l’utilizzo per le irrigazioni e sub-irrigazioni per il ripascimento indiretto della falda.

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