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Domenica, 3 Luglio 2022
L’appello rivolto al Comune. L'assessore in campo

Il desiderio di Margherita spinto da 50mila firme: 70 metri d’asfalto vicino casa

La giovane leccese, che abita a Borgo Piave, ha difficoltà a muoversi con la sua sedia a rotelle a causa del dissesto della strada. Lanciata una petizione on line che ha già raccolto numerose sottoscrizioni. La zona in questione è solo parzialmente comunale. Nuzzaci: "Iter difficile, ma stiamo risolvendo"

LECCE - Sono bastati pochi giorni dal lancio della petizione on-line e sono già oltre 48mila le firme raccolte sulla piattaforma change.org per consentire ad una giovane ragazza leccese, Margherita Rollo, di raggiungere il suo obiettivo: potersi muovere liberamente fuori casa, dove è attualmente quasi “prigioniera” per l’impraticabilità della strada dove risiede, nella località di Borgo Piave.

“Non posso uscire liberamente perché a separare il mio cancello dalla strada principale, asfaltata, ci sono circa 70 metri impercorribili con la sedia a rotelle”, spiega nel testo a corredo della sua petizione la giovane Margherita. Una strada “sterrata, irregolare, con grosse pietre che impediscono il passaggio della sedia”.  Una strada insidiosa e costellata di rischi per la ragazza diversamente abile.

Per questo Margherita ha deciso di proseguire nella sua battaglia iniziata già da alcuni anni per ottenere quel livellamento e la lingua di asfalto che le consentirebbe di muoversi liberamente e senza intoppi. Da qui il lancio della petizione con la richiesta d'intervento indirizzata al sindaco Carlo Salvemini e all’assessore Marco Nuzzaci, che sta riscuotendo notevole sostegno.

Una situazione sulla quale, per altro, il Comune non è rimasto inerte cercando sino dal 2020 una soluzione non semplice avendo appurato che la strada in questione, per la quale si chiede l’intervento di messa in sicurezza, risulta solo parzialmente di competenza comunale intersecandosi con una tratto che invece ricade nella proprietà privata.

“Io ho provato a percorrerla ed ho rischiato di ribaltarmi, oltre al fatto che i sassi, colpiti dalle ruote, schizzano danneggiando la batteria” spiega Mariangela che spera nella risoluzione della problematica che le crea tanto disagio quotidiano.

“D’inverno, poi” continua, “è quasi impraticabile anche per le auto, con grande disagio per le professioniste che vengono ogni giorno ad assistermi a domicilio”. Disagi su disagi che hanno subito suscitato un’ondata di solidarietà da parte degli utenti della piattaforma online, per riuscire a far arrivare forte alla politica la voce di Margherita.

“Mi sono rivolta al Comune a luglio 2020 chiedendo di asfaltare quei pochi metri che mi separano da una sacrosanta indipendenza” spiega ancora la ragazza, “pare che la strada sia per metà comunale e per il resto privata. Allora, l’assessore ai Lavori pubblici, Nuzzaci, disse che si stava lavorando per risolvere il problema, che l’asfalto per questa strada rientra in uno dei lotti della mitigazione per i quali il Comune ha ricevuto 10 milioni in totale e che avrebbero a breve dato il via ai lavori. Ma oggi ancora nulla è cambiato”

Ora, forte anche del sostegno di quasi 50 mila firmatari, Margherita è tornata a chiedere un intervento quanto più celere possibile per far si che quei 70 metri di asfalto possano finalmente restituirle un po’di serenità e agibilità di movimento.      

Il link della petizione

Nuzzaci: "Iter complesso, soluzione comunque vicina"

“Sono personalmente in contatto con Margherita da molto tempo. È circa un anno che il settore Lavori pubblici è al lavoro per risolvere il suo problema, utilizzando economie di gara legate a lavori di rifacimento del manto stradale nei quartieri della città" spiega in una nota l'assessore comunale, Marco Nuzzaci, "l’iter per asfaltare i circa 150 metri di strada che conducono dall’abitazione di Margherita alla strada è stato particolarmente complesso, in quanto parte del percorso da asfaltare non era di proprietà del Comune".

"Alcune particelle erano proprietà di altrettanti privati e abbiamo dovuto acquisirle prima di poter impiegare risorse pubbliche per intervenire su di esse" spiega ancora Nuzzaci, "è la legge che lo prescrive e noi siamo tenuti a osservarla. A questi ostacoli, già affrontati e superati, si è aggiunto il caro materiali, che ha fermato per tre mesi le gare relative al rifacimento strade, fino all’approvazione del nuovo prezzario regionale da utilizzare nei bandi per i lavori. E il primo avviso pubblicato dal Comune dopo l’approvazione del prezzario regionale è stato quello relativo alla strada per casa di Margherita".

Il referente dell'esecutivo cittadino rende noto duqnue che quindici giorni fa, dunque, è stato avviato l’iter della gara per i lavori di posa dell’asfalto che, data la particolarità della strada, sostanzialmente un tratturo in campagna, vanno eseguiti a mano e non con automezzi, come appurato dai numerosi sopralluoghi effettuati.

"Insieme al dirigente Puce e ai funzionari dell’ufficio Lavori pubblici stiamo compiendo tutti gli sforzi che sono necessari per assicurare a questa nostra concittadina la possibilità di percorrere autonomamente la strada" chiarisce ancora Nuzzaci, "ad ogni nuovo passaggio di questa intricata vicenda mi sono premurato personalmente di aggiornare Margherita, che conosce bene le difficoltà che abbiamo incontrato e la determinazione con la quale il Comune sta affrontando il caso. Confido che in poche settimane tutto sarà finalmente risolto".

"Oggi, nel mezzo di questo complicato lavoro, leggiamo della mobilitazione social alimentata da un racconto assolutamente parziale della vicenda e condito da accuse e giudizi che considero ingenerosi e ingiusti nei confronti di quanti si stanno adoperando fin dal primo momento per risolvere il problema" connclude l'assessore comunale, "che sarà risolto grazie alla perseveranza, massima fin dal primo momento, che ha animato i nostri uffici. I giudizi ingenerosi che leggo sui social mi avviliscono e mi dispiace che questa vicenda, in via di risoluzione, si stia prestando alle solite e note strumentalizzazioni politiche e mediatiche”.
 

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