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Inaugurata il 26 maggio del 2012

Dieci anni di vita e più di 500 viaggi: compleanno speciale per la Bimbulanza

Ricorrenza importante per il mezzo sanitario voluto dall’associazione “Cuore e mani aperte” per alleviare il trasporto fuori regione dei piccoli pazienti bisognosi di cure. Sostituito nel 2018 presto bisognerà “colorare” un nuovo automezzo. Si attende il Polo pediatrico

LECCE - Un compleanno speciale intriso di solidarietà e speranza sino all’ultimo chilometro percorso. Era il 26 maggio del 2012 quando per la prima volta, tra i corridoi addobbati con migliaia di palloncini colorati dell’ospedale “Vito Fazzi”, lo stuolo di volontari animatori di corsia partecipavano, con gioia, al primo rombo dei motori della Bimbulanza. A tagliare il nastro e a benedire il mezzo, che trasporta in ogni dove i piccoli pazienti bisognosi di cure, l’allora arcivescovo di Lecce, monsignor Domenico D’Ambrosio.

La Bimbulanza è un servizio nato proprio dieci anni addietro iniziativa di don Gianni Mattia, il cappellano del presidio ospedaliero “Vito Fazzi”, nonché fondatore e presidente dell’associazione “Cuore e mani aperte OdV”. Proprio tramite l’attiviotà dell’associazione è stata organizzata un’imponente raccolta fondi, mediante numerose manifestazioni benefiche in tutta la provincia, grazie alle quali si è arrivati ad acquistare il mezzo, dotarlo di strumentazioni all’avanguardia e a renderlo a misura di bambino attraverso un’opera di umanizzazione pittorica sia interna al mezzo che all’esterno.

L’intento non è stato solo quello di sostenere le famiglie che per affrontare la malattia dei loro piccoli erano costrette a spostarsi fuori regione, ma chiaramente anche quello di rendere il meno traumatico possibile il viaggio ai minori interessati.

Dal suo primo viaggio del 2012, il mezzo sanitario non ha mai smesso di muoversi, percorrendo la penisola in lungo e in largo. In questi anni, ha percorso più di 500 mila km, toccando i principali centri d’eccellenza d’Italia quanto a cure minorili: dal Gaslini di Genova, al Bambin Gesù di Roma, dal Meyer di Firenze, al Besta di Milano, sino al Gemelli nella capitale. Un progetto di solidarietà che continua a operare senza sosta grazie ai volontari e autisti, disponibili a partire a Natale, come a Ferragosto.

“Prendi il cuore e rendilo carburante di speranza e di amore, ricerca in esso le ragioni del tormento e non abbandonarti al dolore, ma trasformalo in mani tese per aiutare. È questo quello che dieci anni fa risuonava nelle nostre menti e per tutto il percorso di quel primo viaggio e di quelli che seguirono” commenta don Gianni Mattia, “dieci anni nei quali la Bimbulanza ha accolto storie di vita e si è resa vita. Dieci anni in cui siamo cresciuti nell'amore che ci ha accompagnato. Anni in cui la strada percorsa ha accorciato le distanze verso il futuro. Oggi ci uniremo in preghiera per ribadire la nostra scelta, il nostro esserci, e quel primo si, ci siamo. Pronti a partire”.

Un momento della inaugurazione il 26 maggio del 2012-2

Le spese per i viaggi intrapresi della Bimbulanza sono tutte a carico dell’associazione: carburante, assicurazione per responsabilità civile, pedaggio autostradale, spese sanitarie per medico o infermiere che salgono a bordo per assicurare la necessaria assistenza sanitaria durante il tragitto, vitto e alloggio dei volontari autisti e delle famiglie coinvolte.

Nulla grava sulle famiglie che usufruiscono del servizio perché già provate dalla situazione di salute del loro figlio minore e disorientate dalla necessità di doversi spostare, il più delle volte in situazioni di urgenza o emergenza. Per queste ragioni, in alcuni casi, l’associazione cerca di supportarle, sostenendole nelle spese durante la permanenza fuori dalla loro residenza. I fondi per sostenere queste spese vengono dalla generosità dei benefattori salentini, dalla raccolta fondi pasquale e, in primo luogo, dal 5 x mille.

"In questi dieci anni, abbiamo incontrato più di 250 famiglie” dice Franco Russo, vice presidente dell’associazione “Cuore e mani aperte” e responsabile del mezzo sin dal 2012, “e in particolare i loro bambini ci hanno insegnato cos’è la vita e che per essa si deve combattere senza dar spazio alla resa. Alcuni di loro non ci sono più, hanno spiccato il volo e sono nati in cielo da dove continuano a proteggerci ed esserci vicini. Le loro famiglie hanno mantenuto i contatti con noi. Addirittura ci sono dei papà che sono diventati volontari autisti del mezzo e le loro mamme volontarie clown della nostra associazione”.

Il mezzo è già stato sostituito una prima volta, nel giugno del 2018 e ora, per continuare a viaggiare in sicurezza, necessita di una nuova sostituzione. Il nuovo mezzo dovrà nuovamente essere colorato e dotato di ogni strumentazione elettromedicale in grado di garantire qualsiasi tipo d’intervento tempestivo durante i viaggi.

Franco Russo al centro, responsabile della Bimbulanza-3

“Paradossalmente il nostro sogno sarebbe che la Bimbulanza non avesse più ragione di esistere” continua Franco Russo, “perché questo significherebbe che i bambini salentini sono tutti in salute oppure potrebbe significare che, per curarsi, non hanno più bisogno di andare fuori, in quanto tutte le eccellenze pediatriche sarebbero presenti sul territorio salentino".

"Questo sarebbe possibile solo se si realizzasse quel Polo pediatrico che pure da anni, con la rete sociale ‘Solo x Loro’, stiamo cercando di sostenere attraverso una significativa opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di conseguenza dei decisori pubblici e per il quale non si deve intendere solo l’assemblare logisticamente le unità pediatriche: Pediatria, chirurgia pediatrica, oncoematologia pediatrica, Utin, ambulatorio di reumatologia pediatrica, già presenti nel Fazzi su uno stesso piano, ma poter contare su reparti specializzati, dalla cardiologia pediatrica, alla neurochirurgia pediatrica, a rianimazione pediatrica e così via”.

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