Diffusione Covid-19: nel Salento e in Puglia l'andamento si mantiene contenuto

Aggiornamento in mattinata da parte del sindaco di Lecce: in provincia incremento di 17 casi, uno riguarda il capoluogo. Fino al 3 aprile divieto di spostamenti da altri comuni e regioni

LECCE - Dai dati parziali comunicati dal sindaco di Lecce in mattinata emerge una sostanziale linea di tenuta sul fronte della diffusione del Covid-19. L'aggiornamento rispetto al report ufficiale di ieri (Dipartimento Protezione Civile-Regione Puglia) porta a 26 i contagi accertati nel capoluogo e a 134 quelli complessivi nella provincia. 

L'incremento è dunque di una unità nel capoluogo, di 17 nell'intero Salento. Numeri, questi, che Carlo Salvemini ha così commentato: "La Puglia tiene, le misure di contenimento e il comportamento della cittadinanza e il lavoro svolto dal nostro servizio sanitario con in testa il Dipartimento di Igiene e Salute stanno effettivamente rallentando questa propagazione. L'indice che più di altri occorre tenere sotto controllo rispetto a ciò che accade nelle regione che vivono con maggiore dolore in questa fase è quello di occupazione dei posti in terapia intensiva negli ospedali: in Puglia, attualmente, è occupato l'11 percento. Questo è importante. Non si cede di un millimetro, dobbiamo continuare a far bene quello che stiamo facendo e a osservare scrupolosamente le indicazioni contenute nei provvedimenti del governo e nelle ordinanze regionali".

Il sindaco, nel suo consueto appuntamento via facebook con i cittadini, ha poi illustrato alcuni passaggi del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale con il quale è stata data una ulteriore stretta con la chiusura fino al 3 di aprile di tutta una serie di attività che fino a ieri erano escluse dai precenti provvedimenti e con altre limitazioni agli spostamenti. Su quest'ultimi Salvemini ha spiegati: "All'interno dei comuni valgono le prescrizioni già vigenti. Indicazioni più restrittive ci sono invece per gli spostamenti da un comune all'altro: è stato istituito il divieto salvo che per esigenze lavorative, assoluta urgenza e motivi di salute. Corre in ogni caso l'obbligo dell'autocertificazione. L'altra novità è che è stata cancellata la norma che consentiva il rientro presso la propria abitazione, domicilio e residenza: fino al 3 aprile non sarà più consentito. Sono sospesi i trasferimenti tra le regioni e questo riguarda, per esempio, gli studenti del programma Erasmus e i lavoratori: per i primi la Farnesina sta organizzando voli di rientro in Italia ma non potranno tornare nelle regioni di appartenenza, così come i lavoratori di aziende chiuse per l'ultimo decreto. Sono vietati anche i trasferimenti in auto con controlli su tutta la rete autostradale". 

Sull'arrivo registrato ieri sera alla stazione di Lecce di un gruppo di salentini, il sindaco ha, infine, chiarito: "Si sono messi in viaggio prima dell'entrata in vigore del decreto e non potevamo essere legittimamente fermati. Sono stati tutti controllati e informati dell'obbligo di quarantena".

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