Dimesso l'ultimo paziente da Rianimazione, il Dea resta operativo

Terapia intensiva si è svuotata, degenze ancora in corso, invece, nei padiglioni di Pneumologia e Malattie Infettive della nuova struttura destinata ai casi Covid all'inizio dell'emergenza sanitaria

LECCE - Il padiglione di Terapia Intensiva del Dea - Dipartimento emergenza e accettazione - è rimasto vuoto dopo le dimissioni dell'ultimo paziente che vi era ancora ricoverato. La buona notizia arriva dal nuovo plesso realizzato a pochi metri dal "Vito Fazzi" e destinato all'inizio dell'emergenza sanitaria a ospitare i casi Covid che necessitavano di ospedalizzazione. Altri pazienti sono invece in cura presso Malattie Infettive e Pneumologia, sempre al Dea, e più in generale tutta la struttura resterà pronta per una eventuale seconda ondata epidemica.

Il gruppo regionale di Fratelli d'Italia, invece, ha pubblicamente parlato di chiusura: "Nei giorni scorsi avevamo letto le prime indiscrezioni in tal senso su alcune testate locali - SanitàSalento e Il Tacco d’Italia -, ma ieri la possibile chiusura veniva paventata anche sul quotidiano Il Giornale. Francamente avevamo sperato che fossero solo ipotesi giornalistiche nell’interesse degli ammalati di Covid ricoverati e, invece, la notizia è drammaticamente vera! I malati sono stati trasferiti al Vito Fazzi".

Asl Lecce, con una nota ufficiale, ha liquidato la notizia della chiusura come una boutade, precisando anche che la perdita di ossigeno riscontrata nella linea di distribuzione dell'area medicale non inficia il funzionamento della stessa e sarà riparata nel corso dell'ordinaria manutenzione. Insomma, lo svuotamento di Terapia Intensiva dipende solo dal fatto non ci sono più pazienti in condizioni critiche.

"Al momento - si legge nel comunicato -, all’interno dei reparti attivi presso il  Dipartimento di Emergenza ed Accettazione (Dea) dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce, sono presenti (e lo rimarranno fino all’auspicata guarigione) 21 pazienti al piano terra – Malattie Infettive Covid e 20 pazienti al primo piano – Pneumologia Covid. Si ribadisce che la rete di ossigeno del Dipartimento di Emergenza ed Accettazione (Dea), che comprende Pronto Soccorso, Malattie Infettive Covid, Pneumologia Covid e Terapia Intensiva Covid, come confermato dall’Area Gestione Tecnica, funziona regolarmente".

L'azienda sanitaria poi fa riferimento al rilancio giornalistico dal quale ha preso spunto il centrodestra pugliese: "Per una strana coincidenza, nel pomeriggio della giornata di ieri (10 maggio) è ricomparso, nella sezione web di una testata giornalistica nazionale, un articolo che richiama la problematica riguardante un presunto malfunzionamento della rete di ossigeno, già segnalato in data 9 aprile da una testata web locale. Questa problematica, che non riguarda la rete di ossigeno bensì l’aria medicale,  non ha mostrato particolari problemi nel regolare funzionamento dell’impianto stesso. Questo dalla data di rilievo (9 aprile) a tutt’oggi è risultato pienamente operativo, nonostante il considerevole carico di lavoro sopportato dalla struttura. La ditta che ha costruito l’impianto  ha provveduto alla fornitura del pezzo di ricambio e conseguentemente si potrà procedere  alla sua installazione, garantendo la continuità di erogazione dei gas medicali e senza soluzione di continuità nelle attività assistenziali. I tecnici stanno monitorando la problematica e stanno predisponendo gli interventi ritenuti necessari nei tempi che saranno ritenuti appropriati.".

Asl Lecce conclude la nota facendo menzione di una possibile ulteriore azione legale, a integrazione di una precedente, considerato il clamore mediatico suscitato dalla "falsa notizia della chiusura del Dea".

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