Sabato, 20 Luglio 2024
Il Pd stigmatizza i ritardi / Nardò

Disagi finiti per i braccianti a Nardò, operativa da oggi la foresteria di Boncuri

Da questa mattinata attivi i servizi di custodia, mensa e mediazione nel campo di accoglienza temporaneo per i lavoratori stagionali impegnati in agricoltura. Già cento gli ospiti arrivati. Sono 320 i posti disponibili e 80 le casette prefabbricate

NARDO’ - Emergenza rientrata nei pressi del campo di accoglienza temporanea di Boncuri, alla periferia di Nardò, dopo i sopralluoghi e le denunce di questi giorni da parte  dell’associazione Diritti a Sud e il sopralluogo di ieri mattina di una delegazione del Pd neretino.

La foresteria, destinata ad ospitare braccianti e lavoratori stagionali extracomunitari, da questa mattina ha aperto i battenti e avviato i servizi per l’ospitalità con custodia, mensa e mediazione. E nel campo, secondo le prime stime sarebbero già presenti un centinaio di ospiti.    

Il Comune di Nardò ha chiarito che la foresteria di località Boncuri, allestita per l’accoglienza dei lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura, ha riaperto i battenti stamattina, in linea con la tempistica imposta dall’iter burocratico e organizzativo e con la data di apertura della struttura negli scorsi anni. Entro la serata di oggi sono attesi già un centinaio di lavoratori, ma il numero degli ospiti crescerà nei prossimi giorni con l’intensificarsi della raccolta di frutta e ortaggi e quindi con l’arrivo di nuove unità lavorative sul territorio. 

“In linea con una tempistica ormai collaudata negli ultimi anni” ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici, Oronzo Capoti, “il campo di Boncuri riapre i battenti ai lavoratori extracomunitari del settore agricolo. Uno sforzo importante dal punto di vista logistico e organizzativo da parte del Comune di Nardò, in prima linea nella “cordata istituzionale che ogni anno garantisce la piena operatività di questo baluardo di accoglienza, legalità, rispetto della dignità umana”.

Dal circolo cittadino del Partito democratico di Nardò proprio ieri era stata stigmatizzata la situazione riguardante i ritardi nell’apertura della foresteria e nell’attivazione dei servizi e della pulizia nei pressi del campo, con relative critiche rivolte alla “disorganizzazione” dell’amministrazione comunale nel tema dell’accoglienza stagionale dei lavoratori. Questione ora baipassata con l’apertura sdoganata dal Comune per la foresteria di Boncuri.

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La struttura per l’accoglienza

In tutto sono 320 i posti disponibili nel campo, finanziato con i fondi del progetto Su.Pr.Eme.2 (Percorsi individualizzati di uscita dallo sfruttamento) del ministero del Lavoro e delle politiche sociali e dell’unione europea nell’ambito del Pon inclusione).

L’allestimento, come sempre, è stato messo a punto dal Comune di Nardò, che nelle ultime settimane ha curato tutti gli aspetti legati al trasporto, alla pulizia delle “casette” (derattizzazione e igienizzazione), alla cura del verde, alla manutenzione degli impianti idrico ed elettrico.

Falegnami, idraulici, fabbri, tecnici vari hanno operato sotto la guida e la supervisione dei funzionari del settore Lavori pubblici del Comune. Il servizio di custodia e gestione della struttura (24 ore su 24) è stato affidato nuovamente alla sezione di Nardò del Corpo nazionale Giovani esploratori ed esploratrici italiani.

Il servizio mensa, invece, alla Fondazione Fare Oggi (braccio operativo della Caritas della Diocesi di Nardò-Gallipoli) con sede a Galatone. Due mediatori culturali del Cngei avranno il compito di assistere per ogni esigenza e di fare da interpreti agli ospiti.

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“Il campo di Boncuri” sottolinea la vicesindaca e assessora al Welfare, Maria Grazia Sodero, “ha ridotto fortemente nel corso di questi anni la presenza di fenomeni di illegalità sul territorio, oltre ovviamente a migliorare sensibilmente la condizione dei lavoratori. Sino al 2016 quello che accadeva qui contribuiva in maniera decisiva al marchio di città menefreghista o addirittura ‘schiavista’, che gravava sulla città e sull’economia. Siamo fieri di aver contribuito a migliorare la vita ai braccianti”.

Allestita per la prima volta nel 2017, la struttura consta di 80 casette con quattro posti letto ciascuna, servite da containers con bagni e docce, oltre a moduli di servizio e un’area per il servizio di ristorazione. Una struttura momentanea pensata e allestita di concerto con la Regione Puglia e la prefettura, per prevenire fenomeni di sfruttamento e dumping sociale. Il campo ospita i braccianti extracomunitari in regola con i documenti di soggiorno e iscritti nelle liste dei lavoratori del settore agricolo.

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