rotate-mobile
Giovedì, 13 Giugno 2024
Una matassa aggrovigliata

Dispositivi medici: in attesa dell’udienza pilota, congelato il “payback”

Accolta dal Tar Lazio l’istanza cautelare di un’azienda leccese: per il quadriennio 2015-2018 dovrebbe pagare circa 170mila euro per ripianare il superamento del tetto di spesa da parte della Regione

LECCE – Il Tar Lazio ha accolto la richiesta di sospensione cautelare avanzata da un’azienda leccese in merito alla determina dirigenziale del dicembre scorso con la quale la Regione Puglia ha stabilito la ripartizione del cosiddetto “payback” tra le aziende fornitrici di dispositivi medici. Nel caso in questione si tratta di circa 170mila per il quadriennio dal 2015 al 2018.

La questione riguarda tutto il Paese: alle aziende fornitrici, infatti, toccherebbe ripianare circa la metà della spesa in eccesso delle Regioni (e Province autonome) rispetto al tetto di spesa per l’acquisto dei dispositivi medici (nel complesso si parla di oltre due miliardi di euro). Tutto nasce nel 2011 con un decreto legge che stabiliva l’introduzione, a partire dal 2013, di un limite oltre il quale le Regioni non sarebbero dovute andare, pena il ripianamento. Un intervento legislativo del 2015 aveva poi introdotto una modifica, decretando la compartecipazione dei fornitori per una percentuale del 50 percento. Alla fine del 2022, infine, sono stati emessi i singoli provvedimenti con gli importi per ciascuna azienda relativamente al periodo 2015-2018. Da allora il governo ha sempre prorogato i termini del pagamento, l’ultimo è stato fissato (per ora) al prossimo 30 di ottobre.

Intanto, prevedibilmente, si è accumulato un massiccio contenzioso: a oggi risultano circa 1800 i ricorsi depositati presso il Tar Lazio. Per il 24 ottobre è stata fissata l’udienza “pilota”, la prima nella quale si affronterà nel merito la questione: si tratta di un passaggio fondamentale perché nella sentenza che ne scaturirà prenderà forma l’orientamento dei giudici. Nell’attesa di quel pronunciamento la linea è quella dell’accoglimento delle istanze cautelari: il pericolo, in caso contrario, è che ci siano ripercussioni sui bilanci aziendali anche difficili da sostenere, soprattutto per le realtà di dimensioni piccole e medie. D'altra parte, al momento non c’è certezza sull’adozione di un’ulteriore proroga del termine del 30 ottobre.

“Siamo molto soddisfatti – ha commentato l’avvocato Daniele Montinaro che con Giovanni Calabro ha rappresentato l’azienda leccese -. La fattispecie è molto complessa, ma eravamo fiduciosi sull'accoglimento dell'istanza di sospensiva. È evidente che l'impatto dell'applicazione della normativa, che definirei quantomeno atipica, è talmente importante su tutte le aziende del settore che la soluzione definitiva non potrà che essere di carattere legislativo. Ad ogni modo è un segnale importante per tante aziende che sono state sino ad ora con il fiato sospeso".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dispositivi medici: in attesa dell’udienza pilota, congelato il “payback”

LeccePrima è in caricamento