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Sabato, 25 Giugno 2022
Caos dopo lo stop alle prenotazioni / Stadio / Viale Aldo Moro

Ore di coda per rifare la carta d’identità: “Da leccese mi vergogno”

La testimonianza di un lettore sui disservizi di questi giorni all’ufficio Anagrafe di viale Moro: “Per rinnovare il documento, sono stato costretto ad andare a Surbo”

LECCE – Ancora disservizi all’ufficio Anagrafe di Lecce: le code di cittadini, in attesa del rinnovo del documento personale, sin dalle prime ore del mattino, proseguono da quando sono state interrotte le prenotazioni telematiche e si è tornati al metodo classico, con la possibilità di recarsi allo sportello per avviare le pratiche, con la reintroduzione di numeri e limite giornaliero di richieste.

Ma il ritorno alla normalità (almeno nelle intenzioni) si è trasformato in un’impresa ardua per molti cittadini, che, con il referendum alle porte o per le scadenze naturali del proprio documento personale, hanno avuto bisogno di interfacciarsi con gli uffici di viale Aldo Moro. Una situazione stressante che, nelle ultime ore, ha portato qualcuno anche a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

Alla base della disfunzione, ci sarebbe il pensionamento di 12 impiegati con due sportelli attivi che non riuscirebbero a garantire il servizio in tempi rapidi. Ma, al di là delle questioni di personale, la percezione di molti cittadini è che, nel momento di una necessità improcrastinabile per cui ci si deve confrontare con la burocrazia, ci si ritrovi abbandonati a se stessi e senza soluzioni.

È quanto racconta un lettore, che, nelle scorse ore, si è imbattuto nelle difficoltà di rinnovare la carta d’identità, recandosi presso gli uffici leccesi, proprio per via dell’interruzione del sistema di prenotazione telematica, ha trovato la coda: “Sono riuscito a chiedere – racconta -, con non poca difficoltà, all’addetta all’ingresso di poter entrare ma mi è stata negata questa possibilità; mi è stato poi risposto di presentarmi di primo mattino per prendere il numero e che ne vengono distribuiti solo 10/15 al giorno”.

“Le persone presenti – prosegue -, dotate di numero mi hanno riferito di essersi presentate alle 6. Mi sono recato al piano del dirigente per chiedere informazioni, ma quest’ultimo non era propenso a ricevermi per il fatto che non avessi preso un appuntamento; ho insistito e mi è stato detto di aspettare, ma dopo 15 minuti mi sono arreso”.

L’uomo racconta poi di aver incrociato una persona che aveva assistito alla scena e che, prendendolo in disparte, gli ha riferito di aver risolto il problema del documento, recandosi presso un altro comune: “Così ho fatto – aggiunge -, andando al comune di Surbo, dove mi hanno accolto con molto garbo e previa dichiarazione scritta mi hanno reso il servizio”.

“Da leccese – evidenzia – mi sono vergognato. Trovo scandaloso che ci si sforzi di accogliere i turisti nelle migliori condizioni possibili e poi si maltrattino i propri cittadini: noi cittadini ci rivolgiamo agli uffici solo quando è inevitabile e non lo facciamo neanche a cuor leggero, perché spesso sappiamo le lungaggini a cui andiamo incontro e ci si sente in soggezione nel chiedere persino un diritto”.

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