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Don Attilio Mesagne sceglie la via missionaria: richiesta per l'arcivescovo

Alle soglie dei 73 anni, il responsabile della Caritas diocesana, vuole aprire un nuovo capitolo della sua vita in gran parte dedicata all'assistenza materiale e morale dei più bisognosi

LECCE - Don Attilio Mesagne ha chiesto all’arcivescovo di Lecce, Michele Seccia, di poter intraprendere la strada delle missioni. Regista infaticabile di tutte le attività ordinarie della Caritas diocesana è stato anche il promotore di numerose iniziative finalizzate al supporto economico di situazioni di particolare fragilità, senza fare alcuna distinzione di credo e di etnia, e di accompagnamento all'avvio di piccole attività imprenditoriali per soggetti destinati a una condizione di marginalità.

Prossimo ai 73 anni, ha deciso di chiudere un capitolo della sua vita durato oltre quattro decenni per aprirne un altro, pieno di incognite “convinto che bisogna percorrere grandi spazi, nuotare nell’alto mare e vivere nelle tempeste”. Tecnicamente, quella che don Attilio vorrebbe iniziare è una “missione ad gentes” che ha lo scopo di evangelizzare gli angoli della Terra dove la Chiesa Cattolica non è presente o sufficientemente radicata.

Il responsabile della Caritas diocesana ha spiegato con chiarezza le ragioni della sua scelta in una lettera indirizzata a Seccia il 15 agosto e oggi resa pubblica: “In un contesto sociale in cui non esiste più la cristianità, fortemente condizionato dalla mentalità immanentistica e dalle strettoie di una logica tecnocratica, continuamente insidiato dalla mediocrità, dall’imborghesimento e dalla mentalità consumistica, non è più senz’altro il tempo di vivere la fede in maniera passiva, consuetudinaria, superficiale, occasionale, incoerente ma occorre un cristianesimo forte, attraente, che esca dal tempio, dalle comode e pigre abitudini”.

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