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Donazione di organi: i familiari di una donna deceduta esprimono il consenso

Una 73enne è morta per emorragia cerebrale nel reparto di Rianimazione e Anestesia del “Vito Fazzi”. Il prelievo ha riguardato fegato, reni e cornee. In Italia sono in attesa di trapianto quasi 8mila pazienti

LECCE – Nel corso della notte è stato fatto al “Vito Fazzi” di Lecce il terzo prelievo multiorgano del 2023 (un altro è stato portato a termine all'ospedale di Gallipoli): fegato, reni e cornee sono stati prelevati da una 73enne deceduta per emorragia cerebrale nel reparto di Anestesia e Rianimazione.

Come sempre accade in questi casi, l’operazione ha impegnato il personale del reparto – diretto dal dottor Giuseppe Pulito –, medici di altre discipline e infermieri di sala operatoria, oltra alla direzione medica del presidio. Il percorso di donazione, che avviene sotto il coordinamento della dottoressa Donatella Mastria, è stato avviato dopo l’accertamento di morte encefalica e il consenso espresso dai familiari.

Si ricorda che l’assenso alla donazione può essere espresso in vita al momento del rinnovo della carta d’identità; presso la Asl di appartenenza; attraverso le modalità (anche digitale) offerte dell’Associazione italiana donatori organi (Aido); compilando e conservando il Tesserino blu dal sito del ministero della Salute oppure semplicemente riportando in maniera chiara la propria volontà su un foglio che deve essere custodito con i documenti personali.

Ogni anno, attraverso la donazione, migliaia di pazienti possono riacquistare una qualità della vita piena o comunque migliore, ma sono molti di più coloro che devono aspettare. Al momento, in tutta Italia, sono in attesa di trapianto, che può essere anche multiorgano, 7.990 persone (di cui 5.854 per il rene, 962 per il fegato, 689 per il cuore, 267 per il polmone, 212 per il pancreas e 6 per l’intestino).

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