Dopo 16 nuovi casi in quattro giorni, domenica di tregua: tutti i test negativi

I campioni processati nei laboratori pugliesi sono stati 753. Non sono stati registrati decessi. Negli ospedali 14 pazienti. Emiliano: "In arrivo nuovi macchinari per i tamponi"

LECCE - Non ci sono stati esiti positivi tra i 753 tamponi registrati nel bollettino epidemiologico odierno. Dopo l'incremento nei quattro giorni precedenti, con 16 infezioni da Covid-19 confermate, di nuovo un bilancio senza incrementi, seppur a fronte del ridotto campione di test processati, come avviene oramai di consueto tra il sabato e la domenica. Nessuna variazione, fortunatamente, nemmeno per il numero dei decessi (548).  Il numero dei casi attualmente positivi resta ancorato a quota 79, così come quello dei pazienti ricoverati, che sono 14 nei reparti di Malattie Infettive. 

Il ripristino della mobilità tra le regioni italiane a partire dal 3 giugno e, parallelamente, quella più progressiva, tra l'Italia e l'estero, sta portando in questi ultimi giorni a una graduale ripresa dei casi scoperti. Questo dipende, certamente, da una attività di monitoraggio più accurata e tempestiva durante questa fase di "quasi" normalità e anche dall'intensificarsi nelle ultime due settimane dei flussi di viaggiatori: lo dimostra, nel suo piccolo, la vicenda pugliese dove quasi tutti i casi registrati di recente sono riconducibili ad arrivi da oltre frontiera, regolari e irregolari.

Su entrambi i fronti i controlli sembrano efficaci e proprio l'emergere dei casi lo conferma: se i migranti sbarcati sul litorale vengono sottoposti a test e messi in quarantena, i viaggiatori in arrivo da altri Paesi o le persone comunque di rientro in Italia sono monitorati e invitati, a seconda della zona di provenienza, a effettuare il tampone che è obbligatorio anche prima di qualsiasi ricovero ospedaliero. Va ricordato che in Puglia esiste, in ragione di una ordinanza, l'obbligo di autosegnalazione per tutti coloro che intendono raggiungere la nostra regione.

Consulta il bollettino regionale del 20 luglio

Intanto a Bari, dove c'è stata la presentazione della 84esima edizione della Fiera del Levante, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha fatto il punto della situazione sul fronte della prevenzione: "C’è un sistema che abbiamo predisposto per la sorveglianza epidemiologica di tutta la regione, che verrà completato a giorni con l’arrivo dei macchinari per realizzare i tamponi, con il  protocollo di intesa tra i dipartimenti di Prevenzione e le forze dell’ordine per le indagini epidemiologiche,  con l’autosegnalazione di tutte le persone che vanno e vengono dalla Puglia che ci sta consentendo di trovare tutti i positivi in arrivo da altri Paesi. Non escludiamo di rafforzare in modo particolare la collaborazione con la Repubblica di Albania perché è la regione con la quale abbiamo maggiori scambi".

Il governatore pugliese, naturalmente, ha messo in conto lo scenario di un ritorno dell'epidemia: "L’attenzione generale a tutto il sistema sanitario pugliese potrà consentire alla nostra economia di contrastare in maniera adeguata la probabile ondata di ritorno del Covid prevista in autunno che potrebbe tornare a minacciare tutta l’Italia. Perché il mondo in questo momento è in fiamme per l’epidemia del Covid e quindi dobbiamo fare molta attenzione, ma è evidente che non è con le chiusure che potremo fronteggiare l’epidemia. Dobbiamo avere un sistema ci consenta di limitare al massimo i danni e proseguire tutte le attività. La Fiera è il simbolo dell’economia pugliese che riparte a tutto regime".

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Emiliano ha ribadito che la sfida che stiamo già vivendo è quella di tenere a regime il motore dell'economia con un sistema di monitoraggio efficiente dell'andamento epidemiologico: "Voglio cogliere l’occasione per lanciare un appello a tutti i sindaci della Puglia che sono molto cauti sulla ripresa di alcune attività che però sono fondamentali per l’economia e per il turismo: mi riferisco alle sagre, alle fiere, a tutte quelle manifestazioni che consentono a tante persone di lavorare e non essere rovinate da quello che sta accadendo. E’ chiaro che chi ha uno stipendio ogni mese vorrebbe tutto il resto del mondo chiuso, ma si deve sapere che se finiranno le entrate fiscali non sarà neanche più possibile pagare loro gli stipendi. Quindi noi l’economia la dobbiamo tenere aperta. I sindaci ci devono dare una mano anche con riferimento a sagre, giostre, piccole bancarelle, venditori di dolci, attività che vanno riprese con criterio, compresa l’attività sportiva: a settembre ricominceremo anche la scuola".

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