Dopo cinque giorni di tregua, nel Salento due i tamponi positivi al Covid

In Puglia scende al di sotto dei mille il numero degli attualmente positivi: quattro i nuovi casi, tre i decessi, 70 i guariti in più rispetto al dato precedente. Oltre 2.500 i test processati in laboratorio

LECCE – Dopo cinque giorni senza che ne venissero registrati di nuovi e oltre due settimane di sporadiche infezioni riconducibili solo a operatori sanitari impiegati nel Brindisino, in provincia di Lecce sono stati riscontrati due casi di Covid-19, che portano il dato complessivo a 517.

Il bollettino epidemiologico regionale riporta un incremento complessivo di quattro unità; le altre due sono riconducibili alla provincia di Bari e a quella di Brindisi. Il totale dei casi accertati dall’inizio dell’epidemia è ora di 4.503. 

Il numero delle persone attualmente positive è sceso sotto le mille unità, precisamente a 967: in terapia intensiva risulta solo l'un percento degli infetti. Il dato dei guariti è arrivato a 3.022, con un aumento di 70 rispetto al report del giorno precedente. Tre i decessi registrati: due in provincia di Bari e uno nel Tarantino per un totale di 514 vittime (tasso di letalità all'11,2 percento). I tamponi complessivamente effettuati sono 125.049, con un incremento di 2.543 rispetto a ieri.

Intanto l'Istat, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, ha prodotto il secondo rapporto sull'impatto dell'epidemia sulla mortalità totale della popolazione residente nel primo quadrimestre del 2020. Per quanto riguarda la Puglia, su un campione del 93,6 percento dei residenti, si segnala un tasso di mortalità da Covid (standardizzato per 10mila abitanti) pari al 9,3 percento a fronte di una media del Mezzogiorno del 6,9. Per la provincia di Lecce, su un campione pari al 92 percento dei residenti, il tasso scende al 4,2.

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La metodologia consiste nel confronto tra la media dei decessi - per tutte le cause - nel periodo gennaio/aprile dei cinque anni precedenti e quella registrata nel 2020: così facendo si presume che l'incremento registrato sia dovuto all'impatto dell'epidemia, che è la nuova variabile dell'anno in corso rispetto ai precedenti. E non è un caso, fanno notare gli statistici, se l'andamento del dato della mortalità nella stragrande maggioranza dei casi segua quello della diffusione del nuovo coronavirus nelle varie zona del Paese: laddove ci sono state più infezioni si è avuto in genere un numero più alto di decessi.

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