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Salento a forte vocazione imprenditoriale immigrata: qui la più alta percentuale di ditte guidate da stranieri

Il "Dossier statistico sull'immigrazione e oltre gli sbarchi", giunto alla sua 33esima edizione, sarà presentato domani presso Unisalento ed è a cura di un centinaio di studiosi ed esperti del fenomeno migratorio. Il Tacco, rispetto agli altri territorio della regione, ne viene fuori per quello caratterizzato da un'alta vocazione imprenditoriale

LECCE – Pronto il dossier che fornisce una fotografia della Puglia e del Salento sul fenomeno dell’immigrazione. Il report, che sarà presentato domani presso Unisalento, è stato curato anche da uno dei docenti dell’ateneo leccese, Antonio Ciniero. Il Tacco, per cominciare, ne viene fuori come il territorio, fra le varie provincie di Puglia, a più forte vocazione imprenditoriale immigrata: qui, ben l’11,5 percento delle imprese sul territorio è guidato da cittadini nati all’estero.

Il report contiene i dati statistici relativi al 2023 passando dall’analisi delle dinamiche demografiche, alle nuove tendenze migratorie del nostro territorio, fino agli aspetti legati ai lavori svolti dai cittadini stranieri.  Lo studio, giunto alla 33esima edizione, raccoglie i contributi di oltre 100 tra i più autorevoli studiosi e ricercatori in materia di fenomeni migratori. Mette in luce, ad esempio, come a dicembre 2022 in Puglia siano risultati residenti 138mila e 689 stranieri, il 3,6 per cento dell’intera popolazione regionale, dei quali 25mila e 793 nella provincia di Lecce. Quest’ultima, fra i capoluoghi pugliesi, si colloca esattamente a metà per presenza di cittadini provenienti da altri Paesi.

locandina presentazione Dossier e oltre gli sbarchi

I titolari di un permesso di soggiorno a fine 2022, in Puglia, sono 95mila e 238: quasi la metà (il 41,1 percento) vive nella provincia di Bari. La composizione di genere risulta equilibrata, tranne che nel Foggiano, dove gli stranieri sono in prevalenza uomini, per via della tipologia di lavoro e della manodopera maschile richieste. E tranne anche nel Barese dove, al contrario, vi è una prevalenza femminile: i mestieri svolti dalle cittadine straniere hanno infatti a che fare soprattutto con l'assistenza domiciliare.

Qui la locandina di presentazione de "Dossier e oltre gli sbarchi"

Sono emerse, al termine dello studio, delle differenze significative rispetto al passato relativamente alle nazionalità. In primo luogo, l’aumento dei soggiornanti ucraini a causa della guerra che ha colpito il loro Paese. Gli ucraini, infatti, rappresentano la comunità che rispetto all’anno precedente ha registrato il più alto incremento numerico nella nostra regione. Altro aumento significativo si registra nella comunità georgiana come effetto della regolarizzazione prevista dal Decreto Legge 34/2020, una sanatoria prevista per i lavoratori stagionali, del comparto agricolo e dell'assistenza domiciliare. Resta stabile, invece, il numero dei soggiornanti marocchini e cinesi, mentre diminuiscono di quasi duemila unità i soggiornanti albanesi: molti di loro acquisiscono la cittadinanza italiana, tuttavia restano la collettività non Ue più numerosa.

Il principale motivo di rilascio anche dei permessi a termine resta quello lavorativo. Seguono, i permessi per protezione e quelli per motivi di famiglia. A proposito di lavoro, secondo i dati Istat, al 2022 gli occupati stranieri nella regione sono 56mila e 500 e rappresentano il 4,5 percento degli occupati pugliesi. Svolge una occupazione dequalificato il 41 percento degli stranieri contro il 13,2 percento degli italiani. Mentre solo il 6,8 percento è inquadrato come dirigente rispetto al 30,2 percento degli autoctoni. Inoltre, secondo i dati Infocamere/Centro studi Tagliacarne, in regione le imprese guidate da immigrati sono 21mila e 777, tra i quali svetta numericamente la provincia leccese.

Confermato l'evidente calo delle nascite, dimezzato in Puglia nel giro di venti anni. Così come è confermato l’incremento della natalità fra gli stranieri: circa mille e 400 o mille e 500 nuovi nati all’anno. Un dato suffragato anche da una scuola che diviene sempre più policulturale: in Puglia si passa dai 15mila alunni con cittadinanza non italiana registrati nell’anno scolastico 2011/2012, ai quasi 20mila nell’anno scolastico 2021/2022. Infine, anche i migranti presenti nel sistema di accoglienza pugliese sono risultati in crescita: al 30 giugno 2023, le persone accolte ammontano a quasi 5mila e 500.

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