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Interventi del 118 dopo sinistri stradali: calo di un terzo per il lockdown

I dati diffusi dal Seus descrivono una riduzione chiara nel 2020, ma anche un ritorno nel 2021 al trend precedente la pandemia. Non ci sono significative variazioni, invece, per gli incidenti sul lavoro

LECCE - La sensazione che negli ultimi mesi molti lettori hanno avuto rispetto alla frequenza di incidenti stradali gravi, caratterizzati anche da decessi, è confermata dai dati diffusi dal Seus 118 (Servizio Emergenza Urgenza Sanitaria) che descrivono un incremento significativo dopo il lockdown. Le vittime, infatti, sono state 12 nei primi nove mesi del 2021 contro i 9 registrati nell'anno precedente, mentre nel 2019 erano state ben 28.

Le restrizioni dovute alla pandemia hanno naturalmente ridotto il volume di traffico sulle strade e, di conseguenza, nel 2020 più basso è stato il numero di sinistri che hanno comportato un intervento del personale sanitario: 1.556 contro i 2.284 dell'anno precedente (calo del 32 percento) e i 1.658 già registrati in quello in corso. In termini percentuali gli incidenti hanno rappresentato circa il 14 percento di tutti gli interventi per traumi del 2020 a fronte di circa il 18 percento nel 2019 e nel 2020.

"Questi dati, che equivalgono a vite, spesso interrotte e mutate per sempre, ci dicono di quanto sia centrale completare e implementare la Rete traumatologica e di quanto sia determinante il ruolo del Seus 118 e delle altre articolazioni della rete che si prende cura dei nostri cittadini h24, nei piccoli e nei grandi incidenti quotidiani, di notte e di giorno, senza sosta" ha commentato il direttore sanitario di Asl Lecce, Roberto Carlà.  Il direttore del Seus, Maurizio Scardia, ha aggiunto: "Per quanto attiene i traumi gravi, vanno considerati gli esiti invalidanti, che secondo l’attuale letteratura scientifica risultano essere in media di tre invalidi permanenti per ogni decesso".

Per quanto riguarda, invece, la distribuzione percentuale per codice di gravità (verde, giallo, rosso) nel 2020 i codici rossi sono stati 819, pari al 7,3 percento del totale contro i 749 dell'anno precedente (5,9). Nel 2021 sono stati 712 (7,5). L'incremento negli ultimi due anni, molto probabilmente, è dovuto alle chiamate al 118 per sintomatologia da Covid.

Altro capitolo delicato quello degli incidenti in ambito lavorativo, per i quali è stato attivato lo Spesal (Servizio prevenzione e sicurezza ambiente di lavoro e spesso anche i vigili del fuoco), la pandemia non ha invertito il trend: 47 eventi nel 2019, 43 nel 2020, 34 nell'anno in corso, con una incidenza sul totale degli interventi praticamente identica e compresa tra lo 0,36 percento dei primi nove mesi del 2021 e lo 0,39 percento del 2020. I codici rossi per questa tipologia di evento sono stati 23 nel 2019, 19 nel 2020 e 16 quest'anno.

"I dati sugli incidenti sul lavoro, benché costanti - ha chiosato Carlà -, ci chiamano con forza ai nostri doveri di prevenzione e sorveglianza con cui vogliamo interrompere quello che, a livello nazionale, appare come un bollettino di guerra".

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