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Situazione difficile

Emergenza roghi: presente un presidio sanitario della Croce Rossa

In prefettura, invece, il centro di coordinamento dei soccorsi, giunte a San Cataldo altre squadre dei vigili del fuoco e due autobotti dal Tarantino. In volo i canadair

LECCE - Un presidio sanitario della Croce Rossa è presente a San Cataldo per prestare assistenza ai soccorritori e ai civili rimasti presso le proprie abitazioni, mentre in prefettura è stato attivato il centro di coordinamento per le operazioni di spegnimento degli incendi che hanno devastato boschi e campagne attorno alla marina, arrivando a lambire la zona abitata, ricadente nel territorio di Lecce e anche quella di insediamenti turistici localizzati in quello di competenza di Vernole.

Due, infatti, sono i roghi - nei pressi di Campoverde e di Villaggio Adriatico - che, sospinti dal vento che soffia dai quadranti meridionali, hanno alimentato dalla mattinata di oggi un fronte del fuoco sempre più vasto, tra la campagna leccese e il mare. Poco prima delle 16, tramite i canali social del Comune di Lecce e della polizia locale è stata comunicata la raccomandazione di lasciare la marina. Il comandante provinciale dei vigili del fuoco, per fare fronte all'emergenza, ha disposto il rientro immediato in servizio di tutto il personale e il raddoppio dei turni.

In prefettura si è recato subito anche il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, che era impegnato in una seduta di consiglio comunale, interrotta pochi minuti dopo l'inizio: “Sono in contatto costante con tutte le forze presenti sul campo. Sul luogo sono già in azione da diverse ore i vigili del fuoco, la protezione civile, la polizia locale. Sono già in volo gli aerei antincendio Canadair e in arrivo nuove squadre di vigili del fuoco dalla provincia per moltiplicare gli sforzi. In arrivo due autobotti da Francavilla e da Taranto. In questo momento mi trovo in prefettura dove è stato istituito il coordinamento delle operazioni di soccorso. Con la collaborazione di tutti sono certo che riusciremo a domare le fiamme e a superare questo momento difficile nel minor tempo possibile”. 

sindaco a san cataldo

La prossimità delle fiamme alle case e la necessità di utilizzare i mezzi aerei anche in prossimità delle zone abitate hanno imposto la misura preventiva più drastica:  “È necessario evacuare la marina per consentire che le operazioni di spegnimento si svolgano nella massima sicurezza - ha spiegato Salvemini -. Sono già stati attivati due Canadair. Invito chi si trova in città a non dirigersi verso San Cataldo per nessun motivo e invito quanti tra voi vivono a risiedono temporaneamente nella marina a lasciare le abitazioni dopo aver staccato le forniture di luce e gas e aver chiuso porte e finestre. Per lasciare la marina di San Cataldo utilizzare la S.P. 364 San Cataldo - Lecce direzione città o la SP 133 per Frigole. Non impegnate lo svincolo per San Foca della S.P. 364.  Ringrazio quanti già da ore stanno combattendo con le fiamme, sull’origine delle quali le forze dell’ordine sono già impegnate a far luce”.

Salvemini a San Cataldo: l'origine è dolosa

Dopo essere stato in prefettura Salvemini si è poi recato a San Cataldo per constatare la situazione e, mentre il fronte del fuoco veniva contenuto, emergevano indicazioni più chiare sulla natura delle fiamme: “Raccomando ai cittadini di osservare le indicazioni e i consigli dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine. La situazione è sempre delicata: le linee di fuoco si sono ridimensionate però il vento soffia ancora e quindi rimaniamo in allerta. C’è bisogno della massima collaborazione da parte dei tutti. Sono venuto a controllare i danni fisici, materiali e anche emotivi: ho abbracciato famiglie che hanno visto la propria casa in fiamme. Siamo qui non senza rabbia e amarezza, quello che è accaduto non è un fenomeno naturale di autocombustione. Questo ha procurato una ferita che rimargineremo, torneremo come prima. Il messaggio è di stare uniti: in questa zona di incendi ce ne sono stati in questa zona ma mai tali da mettere in pericolo le abitazioni, oggi ci siamo misurati anche con questo dramma che non è solo di Lecce. Riscaldamento globale e idiozia dell’uomo si saldano causando questo tipo di situazioni”.

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