rotate-mobile
Le questioni in ballo

Erosione costiera, overtourism, sviluppo produttivo: le misure per gestire i cambiamenti

Il Pug è suddiviso in sei ambiti: per ciascuno si delinea una strategia: partendo dalle previsioni, inattuate, del vecchio piano regolatore, per arrivare a un disegno complessivo per uno sviluppo sostenibile ed equilibrato

LECCE – Servizi di quartiere e aree verdi, spazi di insediamento produttivo, misure per prevenire la trasformazione del litorale a causa dell’erosione costiera, valorizzazione della vasta superficie rurale del territorio comunale, meccanismi di compensazione del cosiddetto overtourism (o gentrificazione) nel centro storico.

Sono queste alcune delle linee guida che fanno da cornice alle previsioni del Piano Urbanistico Generale che il sindaco, Carlo Salvemini, e l’assessora alla Pianificazione, Rita Miglietta hanno illustrato ieri nel corso della presentazione ai cittadini, al Teatro Apollo (qui l'articolo).

Il Pug è articolato in sei ambiti strategici: il primo riguarda il ruolo di “città capoluogo” collegato alla funzione produttiva, culturale, sanitaria: da questo punto di vista è prevista una espansione della zona industriale lungo il margine tra la linea ferroviaria, lo scalo merci di Surbo e la tangenziale, ma anche l’ampliamento del campus Ecotekne e dell’ospedale “Vito Fazzi”. A ridosso della tangenziale e lungo le principali via d’accesso alla città sono collocate le funzioni produttive miste.

“Città Verde” la fascia tra i quartieri e la campagna vera e propria: il Pug vi individua 13 parchi agroforestali con possibilità di realizzare edifici di pubblico interesse (vocazione sportiva, culturale, sociale, educativa), di incentivi volumetrico per chi fa attività agricola e con l’esclusione di parchi fotovoltaici a terra ed eolici. Una cintura, insomma, fruibile soprattutto ma non solo, dai residenti nelle aree esterne dei quartieri, capace di ricucire il rapporto tra i leccesi e la campagna.

A proposito di questo specifico ambito rurale, che occupa una superficie di 160 chilometri quadrati, il Pug si propone di sostenere con incentivi la produzione agricola, di eliminare le costruzioni che deturpano il paesaggio spingendo verso il recupero delle masserie. In questa area saranno ammessi gli impianti rinnovabili sono in zone dismesse e sarà consentito l’agrivoltaico solo se effettivamente integrato con la produzione agricola.

C’è poi il “capitolo” dedicato alle marine che il sindaco ha definito la sua più grande ambizione ed ossessione, essendo “il più grande capitale naturalistico di cui dispone la città”. L’analisi del dato di realtà dice oggi che molte aree costiere sono oramai esposte all’azione dell’erosione costiera e all’innalzamento del livello del mare. Sotto questo aspetto è stato ricordato che previsioni scientifiche molto documentate indicano nel 2040 il primo orizzonte critico per il litorale leccese. Ecco quindi che il Pug, oltre a disegnare un parco costiero con tutte le marine e due punti di approdo e ormeggio (San Cataldo e Frigole, dal momento che quelli attuali non sono nemmeno urbanisticamente classificati come tali), prevede incentivi per il trasferimento degli insediamenti residenziali più esposti al rischio idrogeologico in aree più sicure, anche nelle stesse località. Con questa strategia si intende prevenire i pericoli, ma anche correggere in meglio l’impatto paesaggistico oggettivamente deturpato da decenni di edificazione scriteriata.

Per quanto riguarda l’ambito più strettamente urbano, nel “Grande Centro” – che include il centro storico, i viali e la zona Mazzini – l’obiettivo è quello di proteggere la funzione residenziale prevedendo per ogni nuova struttura ricettiva una compensazione in alloggi con affitti per residenti e studenti. Sono eliminati i piani particolareggiati, praticamente rimasti inattuati, e sono favoriti i progetti di recupero e rigenerazione degli edifici storici. Considerata la carenza di spazi verdi, la proposta è quella di aprire al pubblico i giardini di altri enti, d’intesa con loro, come quelli della Biblioteca Bernardini, dell’Accademia di Belle Arti e della scuola De Amicis.

Nei “quartieri di Lecce” il Pug prevede il rafforzamento della rete stradale, dei percorsi, delle piazze e dei luoghi pubblici. I vecchi comparti (il 55 percento delle previsioni di espansione del piano regolatore vigente non si è realizzato) saranno sostituiti dagli ambiti di trasformazione dove lo sviluppo degli insediamenti sarà orientato dalla disponibilità di servizi e infrastrutture pubbliche.

LeccePrima è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Erosione costiera, overtourism, sviluppo produttivo: le misure per gestire i cambiamenti

LeccePrima è in caricamento