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Costi energetici e delle materie prime

Esonero dal tributo per tavolini e dehors: Confcommercio ci prova

L'associazione di categoria chiede agli enti locali di prorogare al 30 ottobre le autorizzazioni per l'occupazione di suolo pubblico e di eliminare o ridurre il canone unico patrimoniale. Ma per Lecce, Gallipoli e Otranto ipotesi non praticabile

LECCE - È una specie di “all in” la richiesta avanzata da Confcommercio a tutte le amministrazioni comunali della provincia di Lecce: da una parte allungare fino al 30 ottobre la proroga delle autorizzazioni per l'occupazione di suolo pubblico con dehors, tavolini e sedie senza ulteriori aggravi burocratici; dall'altra esonerare, in maniera integrale o parziale, i titolari dal pagamento del canone unico patrimoniale fino al 30 settembre.

“Si tratta di criticità che vengono dall’onda lunga del perdurare dell’emergenza sanitaria ma che si sono aggravate con il conflitto in Ucraina che sta avendo pesanti ripercussioni su cittadini e imprese, con gli aumenti dei costi energetici, logistici e delle materie prime che sono sotto gli occhi di tutti”  ha spiegato il presidente di Confcommercio Lecce, Maurizio Maglio.

Il decreto del governo in corso di pubblicazione assicura la proroga al 30 settembre, mentre per la questione del canone resta salva la discrezionalità dell'ente locale. Va considerato che già ora l'importo dovuto alle casse comunali riguarda la superficie concessa prima della pandemia e non anche i successivi ampliamenti. Sul margine di manovra dei Comuni incide tanto il fatto che non è più disponibile quel fondo di compensazione che il governo aveva istituito nella prima parte di questa lunga parentesi pandemica e che consentiva alle amministrazioni di compensare, almeno in parte, i mancati introiti. 

L'associazione di categoria è in pressing. Secondo uno studio di ambito nazionale di Fipe Confcommercio poco meno di un terzo delle amministrazioni comunali italiane si sarebbe già orientato per l'esonero o la riduzione del canone patrimoniale unico: “Si tratta di un momento particolarmente importante e delicato per le imprese e per l’intero sistema territoriale: molte amministrazioni comunali hanno voluto estendere, quantomeno parzialmente e con l’ausilio di diversi strumenti, l’efficacia della normativa di sostegno al settore prevista dal legislatore nazionale negli ultimi due anni. Riteniamo che sia una scelta lungimirante, in un momento in cui l’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime rischia di azzoppare le speranze di ripresa che l’avvio stagionalità turistica sta suscitando nel paese. Ci auguriamo che tutti i comuni del territorio aderiscano a questa nostra richiesta”.

Per i Comuni strada non praticabile

L'ipotesi di intervenire sul tributo non trova accoglimento a Gallipoli: “Noi ci adegueremo alle prescrizioni del decreto per quanto riguarda la proroga delle autorizzazioni - ha dichiarato il sindaco, Stefano Minerva -. Per il resto abbiamo discusso con i nostri operatori: la stagione è partita come meglio non poteva, nelle due precedenti si è lavorato molto bene. Noi con i tributi garantiamo servizi”.

Sulla medesima lunghezza d'onda Rita Miglietta, assessora all'Urbanistica del Comune di Lecce: “La stagione estiva garantirà ed anzi sta già garantendo numeri importanti ai pubblici esercizi della città, come per altro è già avvenuto negli anni precedenti. L'amministrazione garantirà ancora modalità semplificate e spazi in ampliamento rispetto al massimo consentito dal nostro regolamento fino al 30 settembre, e questo è un importante sostegno; il tributo è invece il contributo che tutti dobbiamo dare per garantire i servizi”.

Chiude il cerchio Pierpalo Cariddi, primo cittadino di Otranto: “Nella fase più complessa della pandemia, quelle somme sono state integrate dal governo centrale e mi pare che non si possa prescindere neanche oggi da questo passaggio. Nel bilancio del Comune di Otranto, quella è una voce che pesa e che va necessariamente integrata; il rischio, assecondando la proposta e senza aiuti centrali, è di dover aumentare le tasse ai cittadini, generando un danno ingiusto alla collettività: mi sembra, pertanto, di difficile applicazione alle condizioni attuali. Molto più semplice accogliere la proposta di un mantenimento degli spazi concessi in epoca pandemica: la nostra amministrazione ha fatto la scelta, una volta usciti dalla fase più complicata, di adottare una modifica di regolamento che punta a una via di mezzo, ovvero pur non confermando il raddoppio degli spazi li allargava rispetto alle precedenti disposizioni”.

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