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Tracciato del gasdotto, nuovi espianti. Ma Tap evita i rischi del trasporto

Entro la fine di aprile 448 piante saranno messe a dimora in vasi ai margini delle aree di lavoro, a ridosso del tratto iniziale della strada per San Foca

Foto di archivio.

LECCE - Entro la fine del mese di aprile è in programma una nuova fase di espianti di ulivi per far posto ai lavori per il tracciato del gasdotto Tap. Sono infatti 448 gli alberi destinati a essere rimossi in una zona definita "cluster 5" nelle comunicazioni ufficiali, che si trova alle porte di Melendugno, all'inizio della strada provinciale per San Foca, proprio dove la notte dell'11 aprile si sono registrati i disordini che hanno portato all'arresto di un attivista. 

Rispetto ad un anno addietro, quando le proteste e le mobilitazioni rallentarono di parecchio le operazioni, Tap ha però predisposto un accorgimento per evitare il trasferimento nell'area di stoccaggio di Masseria del Capitano, anche in considerazione della giovane età della maggior parte degli alberi: la sistemazione temporanea delle piante all'interno di grandi vasi da posizionare ai margini del cantiere, fino al reimpianto da realizzare, di volta in volta, parellalamente all'avanzamento dei lavori, in modo da ridurre il rischio di non sopravvivenza.

In pratica il piano dell'azienda prevede con questa modalità una "sequenza operativa senza soluzione di continuità" che, dopo l'interruzione per il ciclo biologico fino al 30 novembre prossimo, proseguirà fino all'aprile successivo per i cinque cluster previsti. Un'altra variazione riguarda il numero degli ulivi da espiantare: in un primo momento erano 549 (di cui uno solo classificato come monumentale) ma, assicura Tap, grazie alla limitazione della aree di lavoro, 101 piante non verranno toccate. 

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