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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Attualità Melpignano

Gruppo di amici rispolvera la festa rionale: dopo 25 anni torna anche il Palo della cuccagna

Domani torna in un rione di Melpignano l’antica festa prevista per il primo martedì di marzo, in omaggio alla Vergine che, secondo la tradizione, fornì protezione dall’assalto dei turchi

MELPIGNANO – Torna l’antica festa con la “focara” e, dopo 25 anni, persino con l’albero della cuccagna in onore della Madonna di Costantinopoli. A Melpignano, infatti, dopo lo stop imposto dalla pandemia, alcuni amici hanno creato spontaneamente un comitato per condividere con la comunità la tradizione legata alla Vergine, la cui cappella locale risale al 1735. Un vero e proprio rito da piccolo borgo, una festicciola rionale per fare comunità. Prevista ogni primo martedì del terzo mese dell’anno, la festa sarà celebrata dunque domani, 7 marzo.

Il culto è stato “importato” da una nobile famiglia del tempo che, provenendo dalla vicina Cannole dove la Madonna di Costantinopoli era da tempo celebrata, volle appunto edificare il piccolo luogo intitolatole. Quando i turchi approdarono a Otranto alla fine del 1400, salentina, i cittadini dell'area chiesero l’ausilio della Vergine. Questa, secondo la tradizione, apparve e bloccò l’avanzata dei turchi nel circondario. La pira composta da fascine, che i contadini erano soliti creare in onore della Madonna, aveva anche la funzione di riscaldare le famiglie più povere: terminato il falò, infatti, i residenti portavano nelle proprie case i carboni ancora arroventati per potersi riscaldare. Idem con il culto della Cuccagna: in quell’occasione, i più bisognosi potevano aspirare a dei beni e premi da portare con sè per poter sfamare la famiglia.

Il gruppo di sette amici è composto da Fabio De Giorgi, Rocco Coppola, Giorgio Polimeno, Stefano Coppola, Salvatore Cotardo, Sandro Garrapa  e Giuseppe Coppola. “Un grazie sincero ai cittadini e alle cittadine che ci stanno supportando, all’amministrazione comunale e a tutti coloro che stanno contribuendo a rispolverare una tradizione e far sì che torni, come i vecchi tempi, il giorno della festa e della spensieratezza”, dichiara Fabio De Giorgi, presidente del comitato spontaneo.

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