Feto morto alla 31esima settimana, eseguita l’autopsia. Si indaga per omicidio colposo

Entro due mesi il responso del medico legale sull’autopsia eseguita questa mattina sul corpo di uno dei due gemellini deceduto nell’ospedale Vito Fazzi. Il fratellino e la madre stanno bene. Dopo la denuncia della coppia avviata l’inchiesta della procura

LECCE - Saranno gli esiti dell’esame autoptico e i risvolti dell’inchiesta avviata dalla procura a fare piena luce sulle cause che hanno determinato il decesso di uno dei gemellini in grembo ad una giovane madre, corsa in ospedale il 5 agosto scorso dopo che improvvisamente, alla 31esima settimana di gestazione, si erano rotte le acque.

Una triste vicenda sulla quale è già stata aperta un’indagine (al momento il fascicolo è a carico di ignoti) da parte del sostituto procuratore Stefania Mininni, a seguito della denuncia-querela presentata in questura dal marito della donna, subito dopo l’immediatezza dei fatti accaduti. Si indaga ovviamente per omicidio colposo e procurato aborto, e soprattutto la procura intendere comprendere le cause del decesso del feto. E soprattutto accertare se le “condotte tenute dai medici e dal personale paramedico che hanno preso in cura la donna in occasione del suo ricovero il 5 agosto scorso presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce, siano state rispettose delle regole dell’arte medica e se le prestazioni professionali tenute possano in particolare ritenersi adeguate in riferimento alle particolari condizioni della paziente ed alla situazione obiettiva via via constatata e constatabile”.

Una prima chiave di lettura su quanto accaduto arriverà ora dal responso, entro 60 giorni, che giungerà dalla consulenza medico-legale in seguito all’autopsia effettuata questa mattina presso la camera mortuaria dell’ospedale. Il magistrato inquirente ha conferito l’incarico al medico legale Roberto Vaglio, coadiuvato al professore Pantaleo Greco, ordinario di ostetricia e ginecologia presso l’Università di Ferrara. Presente anche il legale della coppia originaria di Veglie, l’avvocato Chiara Capodieci che ha nominato, in qualità di consulente tecnico di parte, il dottor Sandro Bocchini di Brindisi.

Il triste episodio, sulla base di quanto riferito dal marito della donna nel verbale della denuncia presentata presso la 3^ Sezione investigativa per i reati contro la persona, i minori e sessuali della squadra Mobile della questura di Lecce, si è verificato nella mattina di mercoledì quando la donna, alla 31esima settimana e due giorni di gravidanza di due gemelli, è stata accompagnata presso l’ospedale Vito Fazzi in preda a delle forti contrazioni e alla rottura della membrana.

Un fatto improvviso preceduto anche da una visita di routine, con  controllo ed ecografia, effettuata poche ore prima presso l’ospedale di Galatina presso il quale la giovane partoriente aveva già programmato il parto cesareo per il prossimo 16 settembre. Una volta tornata a casa però la donna ha registrato la rottura improvvisa delle acque e come da suggerimento del suo medico di fiducia si era subito fatta accompagnare presso l’ospedale Vito Fazzi, essendo la struttura dotata di terapia intensiva neonatale, indispensabile in caso di parto prematuro.

Una volta giunta in ospedale la giovane partoriente è stata presa in carico dal personale del reparto di Ostetricia e ginecologia. L’evoluzione degli eventi raccontati nell’esposto espone la cronologia delle attività mediche effettuate, dal tracciato, sino al confronto con il personale e i medici, e all’attesa prima di arrivare in sala parto. Intorno alle 14 il marito della donna è stato convocato dal personale del reparto nella stanza della donna per riferire la triste notizia che “purtroppo uno dei feti non aveva più il battito cardiaco”.

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Dopo aver avuto un confronto anche con il primario, ma non avendo fugato tutti i dubbi sull’accaduto, il padre dei gemellini ha inteso recarsi prima al posto fisso di polizia presso l’ospedale e poi in questura dove, assistito dal suo legale, l’avvocato Chiara Capodieci, ha poi presentato la dettagliata denuncia sull’accaduto per verificare eventuali responsabilità o omissioni e soprattutto per lanciare un monito per evitare il ripetersi di fatti di tale gravità. Fortunatamente la giovane madre è in buone condizioni e anche l’altro gemellino, nato prematuro, è in terapia intensiva neonatale, ma solo per il fatto di essere nato quasi un mese e mezzo prima della data fissata per il parto.

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