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"Nel fine settimana restate a casa": dal capoluogo parte l'appello

Il sindaco di Lecce ha rivolto un appello ai suoi concittadini, ma anche ai residenti degli altri comuni. Saranno chiuse le strade e le piazze a rischio di assembramento, si annunciano controlli più severi: sanzioni da 400 a mille euro

LECCE - Il sindaco di Lecce ha rivolto questa mattina un duplice appello: ai suoi concittadini, soprattutto ai più giovani, per evitare occasioni di assembramento, anche all'aperto; ai residenti di altri comuni, perché si spostino nel capoluogo solo per gustificate ragioni di lavoro, di salute, di necessità. 

Nell'attesa che il ministero della Salute stabilisca, come ogni settimana, la collocazione delle regioni nelle varie fasce di rischio, gli amministratori locali pugliesi anticipano le misure attese - con il passaggio in arancione, ad esempio, il divieto di spostamento dal proprio comune sarebbe automatico -, con l'obiettivo di contenere l'avanzamento del contagio da Covid-19. In provincia di Lecce la diffusione dell'epidemia viaggia a ritmi sostenuti, sebbene inferiori a quelli registrati nel Barese e nel Tarantino, le aree che al momento preoccupano di più.

Sia chiaro, dall'inizio dell'epidemia i valori di riferimento sono ancora relativamente bassi nel Salento: questo si spiega con il fatto che le precedenti "ondate" hanno investito solo relativamente il territorio, a differenza di altri, come il Foggiano che sono stati travolti (dall'inizio dell'epidemia nel Salento ci sono stati 173 casi ogni 10mila abitanti, mentre nella provincia più settentrionale della regione 497). La fotografia attuale, invece, è quella di una regione dove le differenze tra le varie province sono meno marcate: il trend epidemico, insomma, non lascia dormire sonni tranquilli per nessun territorio pugliese.

Nella serata di mercoledì il presidente della Regione, Michele Emiliano, ha firmato un'ordinanza che dispone, oltre alla chiusura delle scuole nelle due province attualmente più colpite (Bari e Taranto), anche il divieto - in tutta la regione - di stazionamento all'aperto, a meno che non ci si trovi con familiari o conviventi. Nel provvedimento, inoltre, viene richiamata la previsione del quadro normativo nazionale per cui i sindaci possono disporre la chiusura, per tutto il giorno o per fasce orarie, di strade e piazze in caso di rischi concreti di assembramento. Sono due ipotesi complementari perché anche evitando di stazionare in gruppetti, si possono creare situazioni di calca mentre ci si muove (come avviene spesso, nel fine settimana, in via Trinchese). 

“In attesa di conoscere se e quando la Puglia diverrà arancione - ha spiegato Carlo Salvemini -, il provvedimento regionale ha l’obiettivo di restringere ancora di più forme di aggregazione considerate a rischio trasmissione del virus, per quanto all'aperto: assembramenti statici di persone per esclusivi ragioni di svago. Quello che è una legittima e innocente relazione sociale in tempi normali diviene purtroppo pericolosa in una pandemia. E quindi va scongiurata. L'appello che rivolgo ai leccesi - soprattutto i più giovani - è di attenersi a questa nuova disposizione. Ricordo a tutti che la sanzioni amministrativa previste in caso di violazione è di 400 euro fino ad un massimo di mille. Impegniamoci ad evitarle. L'invito che rivolgo ai salentini è di venire a Lecce solo per motivi di lavoro, salute, necessità, rinviando a tempi migliori spostamenti dal proprio comune. Consideriamoci, per il bene di tutti, zona arancione anche se ancora non lo siamo ufficialmente. Questo fine settimana restate a casa, cortesemente".

In giornata una riunione presieduta dal questore, Andrea Valentino, definirà l'organizzazione dei controlli, con particolare attenzione alle zone della città ritenute particolarmente a rischio: "Chiedo la collaborazioni di tutti - ha concluso il sindaco -. Non viene disposta al momento la chiusura di nessuna attività. Ma introdotta un ulteriore restrizione nelle nostra abitudini sociali: è il sacrificio che dobbiamo imporci per contenere il contagio”.

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