Fisica sperimentale, posto di docente da rivalutare con nuova commissione

L'ha stabilito il Tar per un ruolo di professore universitario di seconda fascia dopo aver rilevato alcune violazioni alle norme

LECCE – I due candidati dovranno essere rivalutati. E non dalla stessa, ma da un’altra Commissione. I profili li ha rilevati il Tar di Lecce: titoli, pubblicazioni e curriculum.

E’ quanto stabilito dai giudici amministrativi in merito all’assegnazione  di un posto di professore universitario di seconda fascia di Fisica sperimentale presso il Dipartimento di matematica e fisica dell’Università del Salento. Di fatto, il Tar di Lecce ha accolto il ricorso del secondo arrivato, il professor Marco Anni, difeso dall’avvocato Luigi Quinto, e ha annullato il decreto del rettore di approvazione della graduatoria del concorso per la copertura del posto, rilevando mancanze della Commissione nella procedura di valutazione per la nomina del vincitore.

Rilevate violazioni al regolamento

La sentenza della Seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale di Lecce risale ad alcuni giorni addietro. Il Tar ha dunque affermato che l’anomalia del procedimento concorsuale consisterebbe nel fatto che la Commissione, violando sia le prescrizioni del bando, sia i propri criteri nel verbale numero 1, sarebbe pervenuta all’attribuzione di punteggi per i titoli, la produzione scientifica e l’attività didattica senza fornire una motivazione idonea, tale da dare conto degli elementi considerati per consentire la ricostruzione dell’iter logico seguito.

Respingendo sia le tesi difensive dell’amministrazione, sia della vincitrice del concorso, la professoressa Anna Paola Caricato, il Tar ha precisato che la sufficienza del voto numerico affermato dalla giurisprudenza in presenza di determinati presupposti non è applicabile nel caso in questione. L’Università del Salento stessa, infatti, si era autovincolata attraverso l’espressa previsione del bando, nel senso della necessità sia del motivato giudizio analitico, sia del successivo punteggio.

Il secondo rivendica un punteggio maggiore

Ed invece nelle schede individuali predisposte dalla Commissione sono stati riportati gli indicatori rilevanti per la valutazione, ma l’attribuzione del voto numerico ai candidati per i giudici non è stata supportata proprio da quella idonea motivazione. In tutto ciò, Anni ha rivendicato il diritto a un punteggio superiore, che lo avrebbe visto in tal caso vincitore, anche sulla base di precedenti valutazioni dei medesimi titoli da parte di altre Commissioni di concorso.

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Il Tar ha quindi disposto la riedizione del processo di valutazione tra i due candidati ammessi al concorso, ma ha stabilito che debba provvedervi una Commissione in composizione del tutto differente per “garantire che il riesame si svolga al di fuori di qualunque condizionamento collegabile alla pregressa vicenda concorsuale”.

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